piccolo regalo a PosteItaliane per migliorare il servizio di raccomandate #fail

Ammetto di essere molto pigro: non mi piace andare a fare la fila alla posta. Già ho poco tempo e l'idea che per colpa di un postino !#!!X$&!# più pigro di me, che non si spreca a citofonarmi per la consegna delle raccomandate, io poi devo andare a perdere un'ora del mio prezioso tempo a recuperarle, mi manda fuori di testa.

Prezioso tempo? Si, prezioso! Perché potrei passarlo a fare qualcosa di decisamente più utile al lavoro, piuttosto che con i miei figli o anche solo a leggere il giornale. Comunque meglio che davanti ad uno sportello postale.
  

Già che sono andato, ho semplicemente chiesto: signorina per cortesia, mi può controllare se ho altre buste in attesa?

Non vi dico le risate che si è fatta.

A dir suo avrebbe dovuto scartabellare a mano la posta dell'ultimo mese di tutta la centrale.

Ridicolo? Secondo me... tragico.

Ma visto che sono una persona positiva, ho deciso di scrivere questo piccolo post per cercare di migliorare la mia vita, quella dell'allegra signorina e l'efficienza di Poste Italiane. 

Ovviamente si tratta di una invenzione rivoluzionaria che solamente una mente geniale come la mia avrebbe potuto immaginare e che, naturalmente, mi è costata decine di notti insonne.

SUSPANCE….

D'ora in poi fornite ai vostri addetti la possibilità di….

cercare per nome sulle raccomandate in giacenza.

UHAHUUU 

Applausi! 

Grazie, grazie, grazie!

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considerazione sulla leggibilità dei siti

Per chi ostina a fare testi piccoli, magari in grigino chiaro, una piccola … dimostrazione sul campo. Una delle funzionalità più acclamate del nuovo safari è la funzione reader che non fa altro che estrapolare il contenuto di una pagina web, ingrandire il carattere usando un font di chiarissima lettura, e presentarlo all'utente.

Non voglio mettere la Apple a dettare legge, ma credo che un'azienda così attenta al design ed all'usabilità dei suoi prodotti, se ha investito tempo, soldi ed annunci per una funzionalità del genere, evidentemente non è minore.  

Font grandi e ben leggibili. Focus sui contenuti. Questo è il trend del 2010, questo è il trend del web ormai maturo.

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Thank to iPad, video podcast will take on a new lease of life

When I bought my first iphone, more than 1 year ago, there were a lot of interesting video podcast services, such as AdAge, FastCompany.tv, Scobleizer… That was an amazing way to stay informed while running on a tapis roulant, for example.

But with the end of the last year, I don't know why, most of them stopped to upload new iphone compliant videos.  And this probably happened because, notwithstanding what official releases say, iphone/ipod users don't want to watch video on those devices.

But the ipad changes the story, again: with the ipad is really useful to have a group of interesting videos preloaded. 

And the video podcast service become really a cool service.

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Prima impressione con l'ipad? Non serve a niente! Ed è questo il bello!

Oggi con non poche difficoltà ho recuperato il mio iPad. Sono andato sul pesante: 64gb e 3G.

Tutti mi chiedono a cosa serve, quali fantastiche funzionalità abbia, etc...

Cosa ha di eccezionale? Niente! Ma proprio questa é la sua forza. L'idea che mi sono fatto, e che queste prime ore mi confermano, é che l'ipad sia "semplicemente" la migliore estensione/connessione con il mondo digitale. E questo perché è pratico, rapido, leggero e potente. É perfetto semplicemente per fare quelle cose che abbiamo sempre fatto fin'ora (mandare mail, andare sul Internet, et ) ma farle meglio! In modo piú... pratico.

Anzi credo che a differenza dell'iPhone sará molto preponderante l'uso delle app rispetto a Safari) Inviato da iPad

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La UX disegna l'esperienza e l'esperienza è fatta di sensazioni; il design è solo una parte di essa

Leggo questo interessante articolo su UxMagazine, ma mi sembra che la user experience sia sottovalutata.

Ad esempio nel bel post di cui sopra, ci si dimentica l’importanza della tecnologia. Non so se avete avuto modo di testare, sicuramente sì, i widget di Samsung e/o il DTT (http://www.andreadenaro.com/un-serata-davanti-alla-tv-digitale-sky-vs-dtt) Assolutamente inusabili! E non perché non c’era un bravo IA a progettarli, ma perché tra un “click” e l’altro, sul telecomando, passano i minuti!

Allora il tema da ricordare a tutti è che l’experience, essendo appunto una esperienza, è fatta di emozioni; le emozioni sono sensazioni e come tali stimolano appunto i cinque sensi.

Mi prenderete per matto, ma la più bella user experience del mondo qual'è? Quella di stare con la donna/uomo che amate. La logica, che ci insegna a fare un pezzettino tondo invece che un'altro rettangolare, ma deve essere solo una di parte dei nostri sforzi. Dicono che quando si guarda un film, sia l'audio a determinare il 70% del coinvolgimento dello spettatore. 

Io credo che è il profumo che sento al negozio di Abercrombie a creare la A&F's user experience, e non le frecce che mi guidano alla cassa. 

Fate vobis :-)

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Il potere della semplicità

Già da tempo mi faccio portavoce della semplicità, o forse dovrei dire della semplificazione.

Magari il merito lo devo al mio professore di italiano al liceo, tale Frère Erasmo. Non era certo un guru di UX, ma anzi un anziano prete, professore di italiano e latino. Tuttavia i consigli che mi dava, si sono rivelati preziosi: io volevo scrivere concetti sempre più articolati e complicati; lui rispondeva dicendomi di usare le parole e le frasi più semplici possibili. Giusto!

Tempo fa ho letto new kind science, libro di Wolfram che prova a raccontare tutto l'universo attravrso delle semplicissime regole matematiche. La fisica ipotizza che alla base ci sia una unica forza, semplice, che attraversa il tutto. E poi Dio: che lo vedano occhi Cristiani, Arabi o Indiani il concetto di Dio è sempre caratterizzato da una grande semplicità.

Insomma, l'uomo è alla ricerca continua di semplicità, di elementarità.

Sembra ovvio, ma poi giro nella aziende e trovo sempre più mega progetti, sempre più intrecciati, sempre più complessi; e sempre più gente che davanti a questa complessità va totalmente in palla!

Oggigiorno ogni elemento della nostra vita ha un livello di complessità crescente e questo crea spesso un problema nel trovare il giusto comportamento, la giusta reazione.

Nelle aziende, come in famiglia, si perdono ore ed ore in discussioni e problemi sempre più articolati. 

Sbagliato!

Io lo chiamo downgrade: vedo un problema e cerco di eliminare tutti i problemi accessori (tutti i fronzoli direbbe qualcuno) e di scomporre una cosa grande in tanti piccoli problemi elementari. 

La complessità spaventa, disorienta, manda nel pallone; scomporre le cose invece, cercare la strada più semplice, mi aiuta ad avere una visione d'insieme, mi aiuta ad avere chiarezza nella percezione, identificare le vere priorità e trovare la soluzione giusta nel minor tempo. 

Spessissimo problemi che sembrano molto complessi, si scoprono, una volta eliminati tutti i concetti marginali (che alla fine sono praticamente sempre ininfluenti), assolutamente banali! 

Attenzione: quando dico banale non mi riferisco alla criticità del problema, che magari è vitale, quanto alla difficoltà nel trovare una soluzione; quanto costi quella soluzione, o quanto sia delicata, è un altro discorso.

Se avete un problema dunque, se dovete proporre una strategia, se dovete raccontare una storia… fatelo nel modo più semplice possibile. 

P.s. per gli amici del Rome UX Book Club: ecco, questi sono i tipi di argomenti che avrei voluto trovare in un libro dal titolo Mental Models Perché con il prossimo incontro non mi accontentate?  

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