Andrea Denaro

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Usa

 

Ecco perché il fallimento di una impresa in USA è visto come un successo

Ho appena letto questo messaggio su Twitter. Che delusione...

The Epicenter Blog (@epicenterblog):
28/10/09 14.28
Silicon Valley Conference About Failing is a Big Success http://bit.ly/4tEccz

In Usa il fallimento di un imprenditore è considerato necessario. E' un sistema sano, che ti offre numerose opportunità, che foraggia l'innovazione e l'impresa ed normale che su un tot di aziende di successo, alcune, soprattutto start-up, possano finire male.

In America se fallisci già una tua impresa e vai in banca a chiedere soldi…. te li danno più facilmente! Perché sei uno che ha sbattuto la testa e la seconda volta sarai più attento: hai più esperienza.

Il signor Paypal, Max Levchin, raccontava infatti che prima di essere ricoperto di milioni di dollari, ha toppato più e più volte.

Quindi il fallimento è alla base dell'economia americana. Perché dagli errori si impara.

Alla base del sistema c'è una parolina magica: onestà. Aggiungo io anche efficenza del controllo.

Perché la delusione?

Perché vivo in Italia dove:

a. non c'è onestà
b. non c'è controllo

E se fallisci sei un delinquente e se già non ti davano fiducia prima, se poco poco sbagli, non avrai mai più neanche un telefono intestato. 

Quindi in Italia non ci sarà mai innovazione.

ps. e fondamentalmente perché se fallisci in Italia sei un cretino che provava a giocare secondo le regole.

Andrea Denaro
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Il fascino dell'inglese nella scelta dei marchi

Se andassi da un cliente a proporgli un brand del tipo Finestre per un sistema operativo, piuttosto che Annuario.com per una attività in rete, probabilmente sarei licenziato in tronco.

Eppure se uno pensa alla traduzione letterale di molti dei principali marchi ne escono dei nomi che in Italia sarebbero veramente poco credibili:

Apple = Mela
Windows 7 = Finestre 7
Office = Ufficio
Facebook = Annuario
Twitter = Cinguettio 
Oracle = Oracolo
Amazon = Amazzone
Word = Parola
Adobe = Mattone di carta
YouTube = TuaTelevisione
MySpaces = I miei spazi 
Live.com = Vivo.com
Fox = Volpe
Sky = Cielo
Photoshop = negozio di fotografia
email = eposta
Explorer = Esploratore

(c'è da dire che sono nomi tipici dei geek americani: non sono belli, ma sono molto pratici!)

A stupire non è solo il fatto che abbiamo successo in quanto a notorietà, ma è anche curioso pensare che siano considerati molto cool. Un po' come il successo delle canzoni in inglese: il 99% delle persone non ha neanche idea di quello che significano o dicono, ma piace la sonorità nel suo insieme.

Eppure in Francia, nemmeno in Spagna e LatinoAmerica non è così. Di base credo ci sia un reticenza dell'Italiano medio ad essere fiero del suo paese. Non so dire se è un postumo dell'antifascismo (e quindi antinazionalismo) o se forse, più probabilmente, vada ricercato nella storia dell'Italia dai mille comuni. Fatto sta che abbiamo quasi paura ad affermare la nostra identità nazionale, la nostra lingua, a fare un sistema paese. E tutto questo nonostante il Latino sia la lingua madre nel mondo occidentale e nonostante la storia di Roma.

Alla fine aveva ragione Albertone.


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Mark Zuckerberg VS Francesco Totti - Italia VS USA

Mi fa molto ridere confrontare quello che sognano i giovani italiani e quello che sognano i giovani americani.

Avevo letto che ovviamente il sogno di moltissimi giovani (geek) americani è di diventare Zuckerberg, ovvero quello per loro è sinonimo di soldi, successo, etc...

Il sogno nostrano si chiama Totti - o addirittura Corona! In America si sogna di fare impresa, in Italia di fare l'attaccante (se non il delinquente).

Sentiteli parlare: (ecco Zuckerberg ed ecco Totti) c'è una leggera differenza :-) 

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