Comments [0]
Come scrive AdAge, Forrester Research ha recentemente aggiornato le definizioni di… coinvolgimento sociale che aveva definito nel 2007, aggiungendo una categoria: i Convertionalists.

Comments [3]
Qualche settimana fa avevo scritto un breve post sulla differenza di strategia tra Facebook e Linkedin: diversa in tutto, anche nell'approccio al 2.0 ed all'integrazione con gli altri strumenti; Facebook totalmente aperto, Linkedin assolutamente chiuso.

Comments [0]
thanks @loic, I agree on many points on your post, but the real question is "when"
I love Twitter because in my opinion is the most important example of crowd sourcing and collaboration ( http://www.andreadenaro.com/the-real-nature-of-... )I just believe that the model will dramatically change really soon. The problem of Twitter is this: the more success it has, the less useful it is! Following to many people is un-useful and being followed by too many generic people, is un-useful too. On one hand it's important that many people come in Twitter, but on the other it has been designed for small groups. If all the people on the web would register, you would just have the entire Web by itself.Comments [0]
Per favore, questo vuole essere un accorato e disperato appello a eliminare quanto prima la funzione delle liste da twitter…
Comments [0]
This is a translation, for my English speaking friends, of a previous post written in Italian.
Comments [0]
Comments [0]
Si parla tanto di Twitter inteso genericamente come social media e tanti che non lo conoscono lo scambiano addirittura per un altro Facebook.
Dopo circa un anno di utilissima frequentazione, mi sono schiarito un po le idee su questo strumento, a tutt'oggi in continua evoluzione. La prima parola che mi viene in mente è crowdsourcing: la stragande maggior parte dei contenuti utili di Twitter sono segnalazioni di pagine web (non a caso gli account più seguiti sembrano quasi un servizio di rassegna stampa). È il popolo della Rete che quotidianamente scandaglia e racconta la Rete stessa. È l'antitesi perfetta a Google: uno umano, l'altro informatico; Twitter è push, Google pull; l'uno riporta drasticamente al mondo reale, l'altro è puramente virtuale; Twitter valorizza le persone e non può vivere senza di esse, l'altro cerca di sostituirle interpretando i loro bisogni. Forse sarò matto, ma trovo incredibile come dopo 10 anni di tentativi di creare il motore di ricerca sempre più intelligente, alla fine ritorniamo al modello formicaio, dove tante piccole formichine, che fanno il loro piccolo lavoro, rendono efficiente il sitema. Le oltre 400 persone che seguo quotidianamente sono tanti piccoli (grandi) surfer che scandagliano la rete alla ricerca dei contenuti più interssanti. Da quando seguo twitter, non scherzo, ho imparato veramente molte cose, letto articoli iteressantissimi e sviluppato una visione dell'insieme molto più completa. Una sorta di intelligenza e conoscenza collettiva. Il concetto di collaborazione ha anche altri risvolti: introduce ad esempio una economia sociale nuovamente basata sul baratto (io do informazioni di valore se tu mi segui, accrescendo quindi il valore di me stesso all'interno della comunità). Da un punto di vista umanistico e sociologico sarebbe molto interessante rileggerne la storia e capire come sia evoluto giorno per giorno, perché questa evoluzione secondo me prelude un cambiamento più sostanziale nelle dinamiche della rete. Andrea DenaroComments [6]
La rete non ha regole, eppure le ha. Innate ed autoctone: se non le rispetti, vieni escluso.
Comments [0]
Comments [1]