perché essere d'accordo sul caro benzina? ve lo spiego io

Come al solito quando si pensa al caro benzina partono (condivisibili) antipatie verso le compagnie petrolifere, accusate di voler fare profitti oltre ogni limite e sulle spalle della povera gente. Compagnie che, peraltro, sono anche oggetto di pesanti attacchi ecologisti: considerate il peggio del peggio insomma. 

Poi però leggi cose che già sai e cioè che in realtà in Italia esiste un solo grande benzinaio, ed è lo Stato, che ogni anno incassa decine di miliardi di euro alle nostre spalle.  E più che alle faccia delle petrolifere, direi alla faccia dei poveri (bhè, non tutti poveri) benzinai d'Italia.

Direi quindi che siamo davanti al perfetto caso di rivolta popolare, di ingiustizia. Anche perché non solo questi soldi finiscono nella casse dello Stato, impennando, e non di poco, il carico fiscale che grava su ognuno di noi (c'è chi dice che con le imposte indirette, tipo questa, arriviamo al 70% del reddito annuo), ma per di più vanno a finanziare una Cosa Pubblica piena di sprechi, inefficienze e nefandezze varie.

Però è proprio in contesti come questi, che gli schemi vengono rotti e si inventano soluzioni innovative, rivoluzionarie. Allora escono nuove auto che consumano meno (inquinano meno); si pensano a fonti energetiche alternative (oltre all'inquinamento, mettono in moto anche l'industria creando nuovi posti di lavoro); si usano di più i mezzi pubblici, etc…

O se prima si usava la macchina anche per andare al bagno, adesso si fa una bella passeggiata. E quindi si liberano le strade, migliora l'aria e migliora la nostra vita. 

Tutto questo per dire che spesso siamo così abituati a dare per scontato qualcosa (un modello di comportamento), da non riuscire a vedere un mondo diverso. Alle volte quindi ci sono situazioni negative che servono però a farci aprire gli occhi.

Insomma, io dico sempre: se guardi bene una spina, magari ti accorgi che da qualche parte di porta alla sua rosa.    

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I videogiochi come terapia per le malattie mentali (o comunque al posto dell'analista)

Sto giocando a Heavy Rain per PS3. Sarà perché gioco di sera tardi (una volta messi a letto moglie e pargoli); sarà perché gioco su un 50" (thanks to Diego!), sarà perché non giocavo alla PS da anni; sarà quel che sarà, ma devo dire che è veramente coinvolgente! Non riesco proprio a staccare la spina e mi rammarico se qualcosa va storto. Non sparo, non salto, non alzo le mani su nessuno: vivo semplicemente la storia dei protagonisti.

Da sempre cerco di rompere gli schemi, non fermandomi ai preconcetti ed alle apparenze. Proprio per questo ho trovato veramente molto interessante un libro di Steven Johnson, Tutto quello che ti fa male ti fa bene che rompe il luogo comune sulla dipendenza da videogiochi, tv, etc…

Ragionando su Heavy Rain vado oltre. Io mi sento partecipe del dramma del povero Ethan e con lui cerco di districarmi tra i vari livelli tentando di redimerlo. Ringraziando il cielo ho (quasi) tutte le rotelle a posto, ma cosa succederebbe ad una persona che ha dei problemi, soprattutto legati alla psiche, che non riesce a risolvere? Ci sono tante terapie ed io sicuramente non sono esperto in materia, ma tutti conosciamo Freud, l'ipnosi, etc…

Allora mi chiedo: non potremmo iniziare a ragionare sull'uso di questi strumenti per permettere alle persone di risolvere i propri problemi? Spesso e volentieri infatti le nostre ansie e nevrosi sono date da problemi irrisolti nel nostro passato. Oggi, grazie al realismo di questo genere di strumenti, potremmo rivivere il nostro passato, o comunque contesti molto simili, modificandone però il finale. 

Ad esempio: come reagirebbe una bambina che ha subito violenza da piccola, rivivendo una scena simile dove però riesce a dominare, se non peggio, il suo carnefice? Vivrebbe una sorta di liberazione dal male che la opprime, una sorta di rivincita?

Ho fatto una breve ricerca in rete ed ho scoperto un mondo di sperimentazione che non mi aspettavo. Ad esempio giochi molto più banali, tipo asteroid, usati contro l'autismo. E siamo solo all'inizio. Anche il concetto stesso di giocare alla console era fino ad oggi totalmente sedentario; la wii ci ha dimostrato invece che non è così (mio figlio di 5 anni dopo 30 minuti che gioca è sudato fradicio!)

Magari tra 10 anni invece di andare in farmacia a comprare le medicine, il medico ci manderà da gamestop prescrivendoci 10 minuti di lemmings. 

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La tecnologia è sempre più solo una commodity

Da quando è nato il web che sento parlare di CMS. Ne ho sentiti di tutti i tipi, colori, dimensioni... In dnsee poi ne abbiamo fatti a centinaia. Insomma, non è certo una novità un nuovo framework per creare pagine web, eppure Atlas è da segnalare perché sembra veramente facile da usare.

Oggi la differenza la fanno le idee; chi fa comunicazione, soprattutto digitale, deve essere un grande conoscitore di idee, non di software, perché deve essere in grado di combinarle nel miglior modo possibile, creando degli schemi nuovi.

Stesso dirsi per la creatività.

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