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Andrea Denaro

The real nature of Twitter between collaboration and crowdsourcing

This is a translation, for my English speaking friends, of a previous post written in Italian.

We everybody speak a lot about Twitter, often thinking it as a generic social media and many of us, that doesn't know it, mistake it as a sort of Facebook, especially here in Italy.

After have been using it for about one year, my ideas about this platform, that still be in continuos evolution, are clearer.

The first word that comes into my mind is Crowdsourcing: the super major part of Twitter's useful contents are web page recommendations (it's not a case that the most followed accounts seems to be a sort of press release service). It's the People of the Web that sound and narrate the bottom of the Web. It's the perfect antithesis of Google: Twitter is push, Google pull; the first one strikingly take you to the real world, the second is purely virtual; Twitter brings out the value of the People and cannot exist without them, Google try to replace human efforts interpreting and prevent their needs. Is the web 1.0 vs 2.0 (or maybe 2.0 vs 3.0?)

May I'm mad, but I found incredible how, after 10 years spent trying to invent the most intelligent search engines, we are back to the anthill model, where a lot of small ants do their job making efficient the Environment.   

I follow 400 people every day. They are a lot of small (great!) surfers that sound the bottom of the Web for me, looking for the most interesting contents. Since when I use Twitter, I'm not joking, I learned a lot of really useful thinks, read very interesting articles and developed an ablosultely more complete vision of the whole world. 

A sort of collective and common intelligence and knowledge.

The concept of Collaboration has also another consequences: for example it introduces a different social economy, newly based on barter (I give you extra-value information if you follow me, increasing the value of myself within the Community).

To complete this vision I suggest you two book (quite famous) that now, in Twitter era, are relly more tangible and actual:

Now the next point is to understand the real value of knowledge in this world, where in just few minutes you can discover everything you need. Knowledge has become a commodity, accessible by everybody in every moment. So the power is not to know, is to know how to use.

Wins who is able to quickly create and recreate schemas that combine informations, trying to create new ones not used before.

Andrea Denaro


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il valore della conoscenza nel 2010 è pari a zero

Titolo volutamente provocatorio, ma problema reale.

Già tempo fa notavo come la Rete, diffondendo la conoscenza in tutto il mondo, abbatte ogni barriera: processo lento, ma inarrestabile; processo che Twitter sta velocizzando notevolmente.

Mi chiedo allora: qual'è il valore della conoscenza nel 2010?

Zero! Di fatto è una commodity. Qualsiasi persona può sapere qualsiasi cosa in qualsiasi momento. 

Lasciamo un momento da parte la ricerca (fanta)scientifica e milionaria di governi e grandi corporate e caliamoci invece nella vita reale. Fino a ieri il valore della cultura e della conoscenza era altissimo e discriminante, ma oggi non ha quasi senso. Non esiste un vero vantaggio competitivo tra chi ha passato anni sui libri e chi invece ha una veloce connessione ad internet.

(Incredibilmente oltre ad abbattere ogni barriera sociale ed economica, tutto questo ha una sorta di aspetto darwiniano, perché favorisce i più scaltri, i più intelligenti, i più fortunati alla nascita: a parità di strumenti, vince chi è più dotato.)

Quindi io sto qui, passo le ore davanti al computer per capire, sapere e scoprire gli ultimi trend… 10 minuti prima degli altri. Non anni, neanche settimane… 10 minuti prima!!! Il valore del tempo che ho speso per cercare quella informazione è dunque bassissimo.

Mi chiedo questo per sapere come faccio, io che sono un imprenditore ed un manager, a vincere nell'economia globale. Dov'è allora l'eccellenza? L'eccellenza non è più nel sapere, ma nel saper usare

Vince chi, velocemente, riesce a creare degli schemi che combinano le informazioni in nostro possesso fino a crearne di nuovi.

Da un lato più filosofico ed astratto, le conclusioni sono altre.

Alla fine di tutto questo (contorto) ragionamento mi torna in mente Seth Godin, che poi tanto consumato forse non è, ed il suo libro Tribes: i valori nel mondo di oggi sono i valori all'interno di un network, non quelli di una singola persona. 

Non è importante sapere, ma apparire: non perché la cultura non conta (quelli erano gli anni 80), ma perché è data per scontata. 

Una qualsiasi rete porta vantaggi a tutti i suoi componenti, d'altronde non ne faremmo parte. Ma è chi sta al centro della rete, o in cima alla piramide, che ne trae i vantaggi maggiori. I valori di autorevolezza, di credibilità, di visibilità sono i vantaggi competitivi del mondo di oggi.  

Mi torna in mente Twitter come perfetta rappresentazione di questo sistema.

Un modello molto sano ed assolutamente meritocratico, perché sono valori che si guadagnano solo sul campo.

Tutto ciò per arrivare a concludere che la Rete ha ormai corrotto alla radice i modelli sociali e culturali nei quali viviamo e con i quali interagiamo e che ogni attività odierna deve essere necessariamente pensata secondo nuovi paradigmi che sfruttano a pieno questi modelli.

Magari tra qualche giorno riesco anche ad essere più chiaro: ho un sacco di idee in testa, una incastrata nell'altra!


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WHY yatch rompe gli schemi.

Questo è Why 58, un'isola galleggiante, uno yatch unico nel suo genere che rivoluziona il modo di pensare la nautica.

Luca Bassani è uno che sa rompere gli schemi e crearne di nuovi.

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X2Football: a great example of iPhone interface design and (r)evolution

Rf09_iphone_1

There are many games on the App Store that, like this one above (RF09), emulate a joypad using a virtual stick for the left thumb and 2 or 3 buttons on the right.  

Below there is a screenshot taken from my Iphone, and above an image of another famous game X2Football. As you can see the two interfaces are different and the first one seem to be simpler to use (less and bigger buttons) but in reality I found RF09 really unusable and frustrating! When you are playing on a plain surface, you can't evaluate where you fingers are, especially for the direction pad on the left and is very very easy to go out from the pad area: the result is that very easy to stop the player while running and lose the ball.

The developers of X2Football solved this problem introducing a simple and cool feature: comparing those two images, you will see that the left pad is not in the same position, but it automatically follow your finger and when it touch the screen, the pad goes exactly when your thumb is (check this video for a live demo). You are not required to adapt you finger to the interface, it is the device that optimize it while playing!

 

 On the same way the right buttons are ergonomically designed, and not just two balls.

 

That is a real good example of how thinks dramatically change with just a simple innovation.

Italian P.S.: ed è anche un ottimo esempio come si può rompere uno schema ed inventarne di nuovi!

 

(download)

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Schemi ed idee: le tre fasi

esistono secondo me tre tipi di persone e che fanno funzionare il sistema, la società in generale : quelle che seguono gli schemi, quelle che rompono gli schemi e quelle che gli schemi li creano.
 
gli schemi
 
Schema è qualsiasi cosa che è già predeterminato, ovvero qualsiasi metodo, idea o processo che è diventato ormai prassi comune, che è dato:
 
- l’uso del mouse
 
- la tastiera del telefono 3×3
 
In generale si può affermare che il mondo in cui viviamo è composto da oggetti, unità, scomponibili: ogni cosa è la combinazione di elementi più piccoli uniti secondo schemi predeterminati. Non mi riferisco tanto agli oggetti fisici, quanto alle esperienze, alle azioni, ai processi: la struttura narrativa di un libro, i tasti dell’ascensore, le finestre nel computer, etc…
 
Gli schemi ci aiutano velocemente ad interagire con il mondo che ci circonda perché sono acquisiti dal nostro cervello che riesce ad elaborarli più o meno velocemente (esattamente come avviene nella programmazione OO Object Oriented). Insomma come un grande Lego, dove la combinazione di mattoncini più o meno simili crea i diversi elementi.
 
quelli che seguono lo schema
 
questa è la categoria di persone più ampia ed è rappresentata da tutti quei bravi e metodici professionisti che imparano uno schema (un modo di lavorare, di lavorare, di gestire un processo). Se non sai seguire uno schema, crei solo empatia e devi essere escluso dal sistema: generi inefficienza. Al contrario se riesci a mantenere la qualità e migliorare la velocità/quantità delle cose che fai, sei molto molto importante. Questi sono i produttori, (ovvero quelli che producono).
 
quelli che rompono gli schemi
 
il livello superiore è la capacità di prendere uno schema e romperlo, prendendo tutti i pezzi e ricombinandoli tra loro. Esistono momenti in cui gli schemi non sono validi (perché il mondo, la vita, non è lineare) e ci troviamo ad affrontare problemi in cui i nostri schemi non sono efficienti; o, più in generale, esistono delle persone che dalla massa riescono ad emergere con delle soluzioni alternative e finora non esplorate. Queste persone sono i veri creativi.
 
Rompere uno schema è facile, bisogna avere una certa capacità di astrarre i concetti, di fare un passo in alto (mi viene sempre in mente Tom Cruise in minority report che prende immagini e ricordi e li ricombina tra loro.
Il difficile è ricomporlo: la gran parte delle persone si ferma alla rottura (queste persone creano, anch’esse, grande inefficienza), pochi riescono a ricomporre schemi che funzionano. Così nascono le idee.
 
quelli che creano gli schemi
 
L’ultimo gruppo di persone, la cima della piramide, è data da quei pochissimi che riescono a creare degli schemi talmente efficienti, da diventare poi a loro volta uno standard usato da tutti e ricominciare il giro.
 
Questo tipo di persone sono geni: chi ha pensato l’iphone (l’esperienza iphone nel suo complesso) è un genio. Chi ha inventato il volante, è un genio; Marconi era un genio… E così via. Questo gruppo di persone sono veramente poche, ma generalmente molto famose.

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