Andrea Denaro

Andrea's posterous 
Filed under

politica

 

Uno ti parcheggia la macchina in doppia fila e se ne va. Che fai?

Hai un impegno importante, irripetibile e non puoi uscire perché ti hanno bloccato la macchina.

Chiami i vigili e ti dicono che non vengono.

Che fai? Tu non puoi uscire, sei prigioniero e coloro i quali dovrebbero difenderti se ne fregano.

Ti senti impotente ed accumuli rabbia; è normale. Nella migliore delle ipotesi gli graffi la macchina, nella peggiore lo prendi a calci.

Ecco un semplice esempio di come in mancanza di regole, il popolo (giustamente) si imbarbarisce.


Andrea Denaro
-------------------------------------
http://www.google.com/profiles/Andrea.Denaro

Loading mentions Retweet
Filed under  //   Italia   politica  

Comments [1]

Chi ci guadagna da questo clima di odio

Che la causa di tutta questa ferocia nella polemica sociale e politica italiana sia da ricercarsi nei cardini stessi della nostra società, lo scrivevo ieri.

Oggi mi chiedo chi ha interesse a foraggiare questo clima da stadio (italiano!).

Prima di tutto questa classe politica: è talmente mediocre, da sfruttare la polemica continua per mantenere la poltorona sotto al sedere, per distogliere l'attenzione della gente e continuare a coltivare i soli interessi personali, evitando costantemente di impegnarsi su problemi reali, strutturali e soprattutto impopolari.

Se non ci fosse questo clima da stadio, con *tifosi* accecati dalla demagogia e dall'ipocrisia, probabilmente molti di loro sarebbero mandati a casa, ma soprattutto ci sarebbe una grande disaffezione dalla politica.

In secondo luogo i giornali: in una situazione generalizzata di crisi, si tende costantemente ad alzare i toni. Non danno una visione di un fenomeno, fanno propaganda su milioni di persone. E per vendere copie, *strillano* sempre di più.

Onestamente ci vedo meno la TV: la politica in televisone paga sempre meno ed in un periodo di vacche magre, meglio concentrarsi su una *sana* tv stile GF.

Ci guadagnano poi i furbetti del quartierino, che amici di quello o di quell'altro, portano avanti i loro clienti e clientelati. Distribuendo a milioni di persone piccoli e grandi vantaggi, fanno si che si gridi allo scandalo quando succede qualcosa, ma che poi si stia zitti zitti all'atto pratico.

Ci guadagna la magistratura, illuminata di una visibilità, influenza e potere assolutamente ingiustificati in un sistema come il nostro

Insomma ci sono persone che hanno interessi personali affinché questa situazione non cambi e la stampa invece di scoperchiare il vaso, ne è complice colpevole, mossa anch'essa da interessi personali.

È la storia delle caste, uscita qualche tempo fa all'attenzione del pubblico, ma che come al solito è finita in pochi mesi nel dimenticatoio, lasciando la situazione assolutamente inalterata.


Andrea Denaro
-------------------------------------
http://www.google.com/profiles/Andrea.Denaro

Sent by iPhone

Loading mentions Retweet
Filed under  //   Italia   politica  

Comments [0]

Da dove nasce tutto questo odio?

È chiaro che il gesto accaduto a Berlusconi è un gesto di un cretino e non un attacco organizzato.

Tuttavia la tensione ormai è a livelli insopportabili e l'impressione è che questo fatto non fará altro che peggiorarli. C'è da chiedersene il perché, soprattutto considerato che Berlusconi è un presidente democraticamente eletto e che se anche si dimettesse sarebbe addirittura rieletto prontamente; non stiamo dunque parlando di un dittatore, ma di una persona che sta dove sta perché la maggioranza degli italiani lo ha voluto.

Come dico da un po', trovo che la società italiana ha dei grandi problemi culturali che vanno ben oltre il Cavaliere.

In Italia non esiste la democrazia, esiste l'anarchia.

Siamo una repubblica giovane e basta poco per ripercorrere la nostra storia: fin che ci si metteva tutti d'accordo, spartendosi la torta, c'era grande armonia (e te credo!!!); come arriva uno che (giustamente) pretende di governare, allora "apriti cielo". Ovviamente in un contesto dove le regole non esistono, o meglio sono vaghe, confusionarie, ed inapplicate (quindi inefficaci) allora ogni mezzo è lecito.


Attenzione: qui non si tratta di destra, sinistra, sopra o sotto; qui si tratta di gente che afferma che Berlusconi non ha il diritto di governare, o che il governo non ha il diritto di cambiare la costituzione.

Per quanto a qualcuno possa sembrare aberrante, Berlusconi ha il pieno diritto di governare ed il PDL di cambiare la costituzione, almeno fino a quando avrà, appunto, la maggioranza degli italiani a sostenerlo. Lo dico del PDL, lo direi del PD a giochi invertiti.

L'altra sera due politici si insultavano l'un l'altro litigando sul numero delle carceri presente in Italia: i dati di un ente venivano diffamati da quello successivo. Incredibile! Pare impossibile, eppure su un dato quantomai reale, quanto mai tangibile, si sono accusati di tutto. 

Ecco il problema dell'Italia: la completa e totale mancanza di certezze. 

Un povero scemo come me, che sta a casa e vede uno spettacolo del genere, che idea si fa? Che esite una parte politica che in maniera truffaldina ed ingiusta prova a fregare l'altro. Questo è il messaggio che arriva alla gente. Non si tratta di dibattito politico, si tratta di violenza morale e verbale, causata da un sistema che non avendo regole fa emergere chi strilla di più; non il più bravo, ma il più forte (o il più furbo!).

Ho usato, non a caso, la parola ingiustizia: a torto o ragione ci sentiamo tutti vittime e tutti abbiamo un buon motivo di affermarlo. Ed è proprio qui che scatta la rabbia, qui che nasce la violenza: anche la persona più tranquilla, infatti, diventa rabbiosa se si sente attaccata ingiustamente, se è mossa da fantomatici ideali!

Ecco quindi la vera causa del problema: l'incertezza cronica che costringe ad arrangiarsi. Ecco quindi i mille campanili, le caste e le fazioni; ecco l'Italia dei Guelfi e Ghibellini, del 68 e di Travaglio. Ed ecco l'Italia dei compromessi. E' la Storia ad insegnarcelo: gli unici periodi di pace sono stati quelli successivi a tragiche sconfitte (il dopoguerra) o governi truffaldini di Tangentopoli.


Andrea Denaro
-------------------------------------
http://www.google.com/profiles/Andrea.Denaro

Sent by iPhone

Loading mentions Retweet
Filed under  //   Italia   politica  

Comments [0]

Avere un premier magnate televisivo ha i suoi vantaggi

Roma è sempre più indietro in ogni classifica mondiale, tranne che in una: è infatti, come dice orgogliosamente Rai Uno, la prima capitale europea "all digital".

Grazie a Berlusconi ovviamente ed alla sua premura di recuperare posizioni su Sky.

Bhe, fantastico! I numeri ci dicono che in Sardegna e nel Lazio la gente ha trovato tante e tali difficoltà che l'ascolto è sceso di due cifre, ovvero milioni di persone gurdano molta meno televisione.

E magari a tavola ora parlano con i loro figli o leggono un buon libro o fanno l'amore....

Eh eh eh ... W Berlusconi!

Andrea Denaro
-------------------------------------
http://www.google.com/profiles/Andrea.Denaro

Sent by iPhone

Loading mentions Retweet
Filed under  //   Italia   politica  

Comments [0]

today problem with e.democracy and political communities (part 1)

A few years ago I spent a lot of time thinking how democracy could be evolved by the Internet and how this evolution could impact on our society.

In Italy we have a very bad situation in terms of real democracy and the guilty is not Berlusconi, as everybody all around the world could think, but the entire political class. Nowadays a citizen is not free to candidate himself for the Parliament, but parties are the only authorized to choose candidates. In this way Italian politicians found a way to close access to politic to people not compliant with the System: in Italy politic is just for friends and for friends of friends. In this way Representatives count nothing and the power is strictly detained by the heads of the parties. 

That was why I started to thing about how to change this situation. 

My studies began from what Democracy means and which was the models already known or proposed. I found very interesting and fascinating the Deliberative one, a trade-off between direct democracy and representative, used today in most countries. Also if today, thanks to technical innovations, could be possible to get people real time participation, the completely direct model would be absolutely impracticable in a big society. The deliberative one seemed more affordable to me, but in a second time I also left that approach to get back to a mixed way, depending on cluster size (give me one second, then I will introduce my concept of cluster).

It was autumn 2007 and Facebook was breaking out as 'The' social network; its first apps was just coming out to global success and Twitter was almost a geek phenomenon.

The list of the most interesting web sites that I found in that occasion is here

(Today, after two years, I've given a look for interesting and revolutionary system again: probably people is tired about politics, especially during an economic crisis as we are living now, or probably Politicians don't want their business involved in a web evolution, but it seems that nothing really new has come.)

Analyzing all those experiments I found two major approach: communities and website that aim to substitute, completely or partially, the real political system and those ones that took the activism approach. 

In my opinion both of them were wrong.

First mistake: most of them are not 2.0, they try to create new communities closed into singular websites. They should be completely integrated in existent devices, platform, identities, social networks, and not try to create new ones.

Second mistake: declare war to real politic! Is simply unthinkable that we will ever have a sort of net revolution that overthrow governments wherever in the world, neither in a country like Congo! Politicians are clever and their best skill is to remain attached to their seats as we would say in Italy. Those projects must be integrated in the real world, being a sort of opportunity also for real politicians.

Third mistake: many of them are too complex. We are not lawyers,  we are not senators, we are just citizen interested in our lives.

Fourth (and last) mistake: many of them are too generic, idealist or related to the Highest Systems of the world. First of all we are interested in our everyday and nearest problems, then we think of what will impact on our lives in the next decades.

So the idea of Cluster came to my mind. And what tow years ago seemed scifi, today is absolutely feasible.

Is not to ask people to enter a new community or stay all day tuned to analyze every bill that comes to the national Congress; is to give people the way to interact with other citizens that have similar needs, organizing themselves and then decide. 

Is to make cluster of people and give the instruments to organize their voice.  A crowd of people has no voice, it just make noise; an organized crowd become a movement, become a lobby, become a strong voice.

We already live in clusters (cities, regions, nations, etc…) but most of them are simply based on geography, and our democracy model is build on that. It's just that those clusters are old, are useful for a non-digital world. 

The way to rethink nowadays democracy starts from the way we cluster our needs and our interests. I imagine a sort of dynamic matrix that match my informations with all other citizens and create groups of people based by real need. And just then try to interact with me.

Let me give an example. Probably all my neighbors are in Facebook, but actually I can't know that. Otherwise I would probably ask their opinions on many ideas and suggestions and we would probably organize ourselves in a group of people to gain discounts for utilities, or organize for a local security service and many other opportunities. 

It's my neighborhood, and it's just one cluster! Then, what about myself as a father, as an entrepreneurs, golf player and so on? I'm not interested in any bill in national and local Parliaments, but I would like to influence some of them and I would like to easily find people with the same needs to make my voice stronger! 

[end of part one - second part is planned within next week - subscribe this blog or follow me on Twitter]

Loading mentions Retweet
Filed under  //   internet   pensieri   politica   _english  

Comments [0]

#vs4 - il livello di libertà della stampa in Italia, secondo me non è poi così male.

Uno dei temi che mi è rimasto impresso è la solita polemica politica sulla libertà di stampa. Mi è rimasto impresso perché Jacopo Barigazzi, mentre faceva un bell'intervento sull'evoluzione della stampa, citava l'Italia come un paese dove non c'è libertà di stampa.

Ovviamente, da lì a poco, ecco tutti i commenti compiaciuti su twitter.

In Italia la Maggioranza controlla gran parte della televisione (non dei media): probabilmente è vero. Se dovessimo fare un grafico metterei sicuramente la TV a destra, la stampa al centro, la rete a sinistra. Poi potremmo parlare a lungo di cosa è meglio e cosa è peggio, di cosa impatta di più e di cosa meno. Qualunque sia la visione politica, invito a riflettere su due punti che secondo me rendono questo dibattito sterile.

Per prima cosa andiamo a vedere, nel concreto, l'efficacia di questa strategia: Sono così pochi i baluardi dell'opposizione in TV, da essere stati eretti a mariti del sistema, guadagnando così una visibilità ed una credibilità (ingiustificata ed immeritata) che mai avrebbero avuto altrimenti. Sulla stampa poi il risultato è ancora peggiore: per garantire un pezzo di carta a chiunque (!!!) lo Stato spende un quantità di soldi vergognosa. E non solo: il meccanismo perverso italiano fa si che, per mantenere le vendite, i toni siano sempre peggiori.  

Ma il secondo punto è quello più importante, l'onestà. Barigazzi, nel suo intervento dice: se io, che lavoro con il Newsweek, scrivo qualcosa di non vero, il giorno dopo sono licenziato. Bhè… se proprio dobbiamo dirla tutta, allora siamo più liberi in Italia dove chiunque può dire quello che gli pare senza incorrere in nessun tipo di conseguenza! Al di là di conseguenze penali e legali, quello che mi aspetterei è se non altro conseguenze professionali, come giustamente cita Barigazzi.

Allora probabilmente l'anomalia del sistema Italia non è tanto Berlusconi che controlla le sue 3 TV (ogni paese ha il suo), quanto il canone e le sovvenzioni dello Stato (che rendono controllabile l'offerta mediatica) e la totale assenza di responsabilità (e decenza, aggiungo io) da parte dei giornalisti che rappresentano l'ennesima potentissima casta italiana.

Andrea Denaro

Loading mentions Retweet
Filed under  //   Italia   media   politica   venice session  

Comments [4]

Anche nel malaffare la classe fa la differenza

Nessuno può immagginare che in 50 anni Giulio Andreotti, uomo più potente d'Italia, non abbia raccomandato nessuno, anzi...

Eppure ha sempre mantenuto un profilo bassissimo, schivo ed essenziale, nonostante abbia ricoperto le più importanti ed esposte cariche dello Stato. Ma Andreotti è un uomo di cultura, di classe... Ed è intelligente, molto molto intelligente.

Leggo oggi del figlio di Mastella che ha voluto Baglioni a cantare ai 600 ospiti del suo matrimonio. Ecco la differenza tra chi non ha classe (e forse non ha neanche ritegno): il classico caso del poverello che improvvisamente guadagna dei soldi e questi gli danno alla testa, credendosi onnipotente. Ma come si fa a pensare che con lo stipendio di un parlamentare, per quanto cospicuo, si possa fare un matrimonio da nabbabo? Io sono stato a matrimoni del genere, ma erano grandi imprenditori, con patrimoni importanti, visto che l'investiemento era di centinaia di migliaia di euro (spesi per un solo giorno di vita!). Senza contare che è una cosa politicamente stupida, dato che poi vai a chiedere il voto alla povera gente.

Queste sono le persone più pericolose, non perché "intrallazzano" più degli altri, ma perché non hanno ritegno, come degli stupidi totali.

E come diceva mio nonno : è degli stupidi che devi aver paura, perché sono incontrollabili ed imprevedibili.

Andrea Denaro
-------------------------------------
http://www.google.com/profiles/Andrea.Denaro

Sent by iPhone

Loading mentions Retweet
Filed under  //   Italia   pensieri   politica  

Comments [0]

Ma se invece di pensare a Berlusconi i politici cominciassero a lavorare?!

Onestamente mi secca parlare di politica in questo contesto, ma quanto ho letto oggi mi fa tale e tanta rabbia...

Il Corriere questa mattina pubblica la classifica degli atenei mondiali. Notizia peraltro già lanciata ieri dal Sole. Prima università italiana... 174° posto!

Allora io dico: ma chi se ne strafrega se Berlusconi andrà incontro ai suoi processi 4 anni prima o dopo, per fatti di 15 annu fa, quando poi questo paese è allo sfascio completo!

Chi se ne frega!

Pensiamo alle cose serie, tanto Berlusconi in galera, innocente o colpevole che sia, non ci andrà mai.

La politica italiana è una classe di persone a parte, il cui unico problema quotidiano è trovare un modo per distogliere l'attenzione del pubblico dai problemi reali, così da mantenere tutti i rispettivi orticelli di soldi e potere.

Che poi, a dirla tutta, quelle persone sono li perché votate da tutti noi: chi è causa del suo mal....

Andrea Denaro
-------------------------------------
http://www.google.com/profiles/Andrea.Denaro

Sent by iPhone

Loading mentions Retweet
Filed under  //   Italia   politica  

Comments [1]

L'affare di Boffo è un favore di Berlusconi a (certa) Chiesa Cattolica

Non vorrei parlare di politica in questo blog, ma la bagarre di questi giorni mi stimola troppo!!!

Leggendo l'unica fonte affidabile di notizie in Italia (Dagospia) e le dichiarazioni di Grillini in merito, mi sono convinto di come tutta questa faccenda debba essere letta in una chiave completamente diversa.

Ci sono delle correnti che si stanno scontrando all'interno del Vaticano, forse ancora postumi dell'arrivo del nuovo Papa, le cui linee politiche si dice siano in forte contrasto con quelle di Giovanni Paolo II. Negli ultimi tempi il rapporto Chiesa / Governo era sicuramente teso e Berlusconi ha offerto la penna di Feltri per togliere dalla scena un personaggio scomodo non tanto al Cavaliere, quanto ad alcuni all'interno della Chiesa stessa. 

Fare partire questo attacco da sinistra sarebbe stato impensabile, oltre che ingiustificato. Altrimenti non si spiega questo tipo di siluramento: se il tema era zittire Boffo sarebbe stato sufficiente chiamare Boffo e minacciarlo di diffondere queste notizie.

Invece così in due giorni è stato immediatamente silurato .

Loading mentions Retweet
Filed under  //   Italia   politica  

Comments [0]