Log Log

Andrea Denaro

Se un sociologo marziano studiasse l'impatto dei giudici sul fenomeno Berlusconi

Proviamo per un minuto, almeno uno, a distaccarci da tutte le emozioni che ci provoca il nome Berlusconi, positive o negative che siano. Facciamo finta di essere dei marziani insomma, forse anche dei Romulani

Non voglio palare di politica in senso lato, figuriamoci qui dentro. Quello che mi interessa invece è vedere la gestione delle crisi da parte del Cavaliere che, se una cosa certa di lui può dire, è un eccellente comunicatore.

Io non so, ovviamente, se è credibile o meno il fatto che la magistratura si sia accanita contro di lui, se quindi l'immenso numero di azioni nei suoi confronti nascano dal fatto che è realmente il peggiore dei criminali, o invece un perseguitato.

So però che nel corso degli anni la sua strategia difensiva è sempre rimasta la stessa: porre l'oggettività (come tale dovrebbe essere la magistratura) su un piano di soggettività (come "può" invece essere la magistratura). Lui ha trasformato l'incontestabile, in contestabile; l'inopinabile in opinabile; un organismo super partes, in una squadra avversaria.

Gli storici ci diranno se su un piano istituzionale era corretto o meno, se avrà avuto riscontri positivo o negativi, fatto sta che il suo effetto è stato quello di creare due tifoserie. Non importa come va il paese, non importa cosa succede in una maggioranza che non c'è più, non importa che da anni non esiste l'opposizione, quello che importante è Berlusconi stesso. 

Attenzione perché la riflessione è più articolata, secondo me, di quello che può sembrare fino ad ora. Berlusconi ha creato una... "religione". Se fosse esistito solo il bene, sarebbe stato noioso. Per questo esiste il male. E siccome l'opposizione è a corto di argomenti, l'epica lotta diventa "Berlusconi contro la magistratura".

L'unico che l'aveva capito, ma non aveva le spalle abbastanza larghe, è stato Veltroni, che infatti è un grande comunicatore anche lui. La sua campagna, purtroppo veramente povera di contenuti e con un partito completamente disarticolato alle spalle, era concentrata sui contenuti, non sui giudici.  

A dimostrazione di tutto questo Berlusconi ha deciso di sfidare i giudici faccia a faccia, con tanto di tifo. Risultato? Gradimento in crescita.

Non guardiamo l'aspetto politico e, soprattutto etico, di tutto questo. O almeno non lo guardo io, che non ho certo titolo per giudicare, quanto invece soffermiamoci su cosa ci insegna tutto questo in comunicazione: alle volte per scaldare un marchio, devi creare il suo nemico. 

Pepsi VS Coca Cola, Bill Gates VS Steve Jobs, BMW VS Mercedes, Iphone contro Android! Potremmo andare avanti all'infinito, ma la morale è sempre quella: i marchi più forti, in termini di partecipazione e non solo di awarness, hanno sempre un alterego (o più) altrettanto forti.

Quando non hai questi duelli a scaldare gli animi, la gente si stufa e pensa ad altro; dimentica. (Che poi forse è questa la unica vera paura di Berlusconi: essere un giorno dimenticato).
Posted

come rovinare un brand: #Report (mai prendere in giro la Rete)

Oggi fioccano commenti e post sulla puntata di ieri di Report (video), relativa al fenomeno dei Social Media.

Io non sono di quelli (tanti) che hanno parlato di terrorismo psicologico, perché non voglio dare un ruolo pedagogico a chi proprio non lo ha, o almeno non più. La TV ha formato per generazioni gli Italiani, ma non credo proprio che ormai, con tutte le fonti informative a disposizione, abbia più quel peso. Quindi se quelli di Report hanno voluto dare una loro visione distorta delle rete, affari loro. La gente sa che non è così.

Mi soffermo invece su un altro aspetto, quello di comunicazione. 

Report è una trasmissione da sempre osannata, considerata baluardo della libertà di informazione e della tutela del cittadino. Io stesso, che con serenità noto quanto siano schierati ed ipocriti i Santoro di turno (a sinistra come a destra), ho invece sempre pensato a Report come una voce veramente fuori dal coro. E con me milioni di internauti. Anzi potremmo dire che la Rete stessa ha contribuito in maniera importante al successo degli ascolti della Gabbanelli, cresciuti costantemente negli anni. 

Fino a ieri.

Provate a leggere i commenti su Twitter, ripresi addirittura da un giornale come l'Unità, da sempre amico di Report e Rai 3: improvvisamente Report è diventata una trasmissione non più oggettiva. Per non parlare dei commenti sulla loro pagina Facebook.

Il fondo? Quando dal non oggettivo siamo passati al comico, grazie a chi ha raccontato che - udite bene! - Facebook ha un accordo segreto con Berlusconi per cui cancella gli account contrari al governo! Dovrebbero farsi un giretto su Facebook stesso per capire in pochi secondi che forse sarebbe addirittura più verosimile affermare il contrario :-)

Scherzi a parte però, il problema è un altro. Ora chi mi garantisce che Report non sia altrettanto falsato o impreciso quando parla di acqua in Sicilia o di appalti pubblici? Mettendo peraltro in mezzo nomi e persone? Nessuno. Anzi, se oggi sentissi il politico di turno a dirmi che la puntata X di Report era una puntata schierata, non avrei più difficoltà a credergli!

Senza contare il fenomeno dei Social Media avrebbe avuto già di suo tanti argomenti spettacolari, senza alcuna necessità di crearli ad hoc.

Allora le riflessioni sono due:

Primo la sincerità è la cosa più importante in comunicazione. Magari non spacchi, ma eviti di fare danni. E questo tipo di danni si pagano cari! Sicuramente Report sarà di nuovo presente domenica prossima con i suoi servizi, ma migliaia di Italiani non lo vedranno più. Poco in termini numerici, ma se in ballo c'è la fiducia di migliaia di persone, credo sia un valore importante.

Secondo la Rete vigila su di noi. La Rete (leggete la saggezza della folla) è lei stessa baluardo dei nostri interessi: non è più permesso a nessuno andare in TV e dire bugie, perché le bugie dopo pochi minuti sono smontate online.

W il Web (che mi permette di dire le mie quotidiane boiate), W Facebook (che veicolerà il mio post!) e W Radian6 (che ci spia online e che sfortunatamente quelli di Report non usano!)
Posted

Internet sul treno: micro vademecum per il direttore marketing del 2011

Molto bella la pubblicità di Trenitalia in cui viene lanciato il servizio internet sui Frecciarossa (servizio che mi sembra Funzionare anche abbastanza bene per ora!). Lo dico sinceramente, mi piace.

Ma la cosa buffa sono le condizioni, stile Fantozzi, scritte in grigio chiaro ed in piccolo in fondo alla pagina. Se ricordate la pubblicità il nostro giovane manager gira il mondo restando seduto sulla sua bella poltrona in 1ma classe, facendo continue videoconferenze e collaborando con vari strumenti.

Il servizio, con le clausole "stile Fantozzi, scritte in grigio chiaro ed in piccolo in fondo alla pagina", dice peró che essendo un servizio complessissimo ( :-)))) aggiungo una risatina) non è possibile file sharing (ci sto), scaricare video (mmmm) e.... fare video conferenze!

Non so più come dirlo: la prima regola della comunicazione al giorno d'oggi è la sincerità. La gente parla, si confronta e condivide opinioni ad una velocità impensabile! Lasciando un attimo il caso di Trenitalia, che è sicuramente banale, il problema è ricorrente. Capisco infatti le problematiche del marketing di prodotto che spesso è costretto a lanciare qualcosa che non è poi così bello o così rivoluzionario, ma la soluzione non "provarci".

Ed è proprio qui che si fa la differenza:

1. Il marketing di oggi si fa NEL prodotto e non SUL prodotto (Apple docet)
2. La comunicazione deve essere coerente, perché un rapporto sincero con propri clienti è qualcosa che restituisce valore alla marca nel tempo.
3. Comunicare con la pubblicità è solo una piccola parte di un processo molto più articolato e totalmente traversale all'azienda; oggi parliamo di "esperienza" di marca o di prodotto, non più di "comunicazione" di marca e di prodotto. Inviato da iPad

Posted

il futuro delle agenzie secondo Forrester SSM# ADV# #MUSTREAD

Interessantissimo Post su Forrester (perché conferma quello che penso da tempo!) tutto da leggere http://j.mp/fpYgeN

1. Agencies continue to hire and develop talent outside of their heritage
2. Media planning and buying agencies begin to broaden their horizons
3. Agencies mature with social media
4. Mobile (along with tablets) becomes the next big land grab
5. Everyone continues to (pretty much) fail at analytics

and...

6. Technology innovation becomes the new creative!
Posted

Comunicazione integrata VS Esperienza integrata (manifesto dell'experiential marketing nell'epoca dell'earned media).

Quanti paroloni!

Il concetto di comunicazione integrata ce lo portiamo dietro da anni. Chi mi segue saprà bene quanto lo trovo superato e demagogico. O meglio: il concetto in se è un concetto sano, ma oggi penso sia molto limitato. Se aggiungiamo a tutto questo il fatto che nel 90% dei casi comunicazione integrata vuol dire solo avere un piano media dove la campagna ATL viene declinata sulla home page di Virgilio…

La Comunicazione Integrata (quella vera, con le maiuscole!) è un'altra cosa. Come tutti sappiamo il web offre oggi un modello di valorizzazione economica della pubblicità mai stato possibile prima.  Inserire il web come HUB di tutte le attività di comunicazione, mirate e non, (Atl, Btl, etc…) permette di introdurre dei KPI omogenei a tutti i canali, valorizzando in tempo reale il ritorno sull'investimento.

Mi affascina il mondo della user experience e credo che il domani della comunicazione vada proprio in quella direzione. 
Se anche guardiamo i modelli organizzativi aziendali, come anche i paradigmi di funzionamento della Rete, si va sempre di più verso servizi orizzontali. Non esistono più compartimenti stagni che parlano tra loro, replicando le stesse funzioni al loro interno, esistono funzioni a servizio di altre funzioni, servizi aperti, in altri termini. Anche tecnicamente ormai è tutto progettato, con la stessa identica logica, on the cloud direbbe qualcuno. 

Perché tutto questo non dovrebbe valere in comunicazione? Non è forse la comunicazione uno specchio dei valori dell'azienda?

Negli anni abbiamo sempre pensato a pubblicità, prodotto, post vendita o customer care come aree separate tra loro, comunicanti, ma separate. Certo, si è sempre cercato di dare continuità al tone of voice, ma ci siamo fermati lì. Aziende come Apple o AberCrombie ci insegnano invece che l’utente deve vivere i valori di brand in ogni singolo punto e momento di contatto. E li deve vivere in maniera coerente. In altri termini è inutile spendere milioni di media televisivo, se poi il call center è inefficiente ed i clienti sono insoddisfatti. 

Soprattutto oggi, nell’epoca dei social media (piccolo esempio negativo).

Perché ancora non lo si è capito? Forse perché le grandi agenzie, che gestiscono i grandi budget, non sono pronte. O forse perché il vero leader in un progetto così non è il capo della comunicazione, ma direttamente il CEO; oppure, se la vogliamo vedere da un altro punto di vista, dovrebbe essere il direttore marketing l'uomo più importante dell'azienda!

Io sogno un cliente che mi dia il mano le chiavi del suo brand.

Intervengo su ogni processo aziendale ed ogni momento di interazione con gli stakeholder siano essi clienti, azionisti o semplici cittadini. 

Porto coerenza nel linguaggio e progetto servizi orientati al cliente.

Razionalizzo la comunicazione con dei servizi centralizzati: non mi interessa il media o il device attraverso il quale l'utente si relazione con l'azienda; l'azienda è una ed unico il servizio di supporto. 

Accompagno il cliente in un viaggio sensoriale perché ogni senso serve a veicolare la percezione del brand e quindi il suo posizionamento, permettendomi poi di fare leve di prezzo e distribuzione.

Non si tratta di raccontare qualcosa, si tratta di vivere un'esperienza. Un'esperienza che dura nel tempo.

La mia guida è una storia che accompagna giorno dopo giorno il fine ultimo delle mie fatiche: il cliente.

Quella che creo è una relazione vera, sincera e coerente.
Posted

Il rischio della Apple di oggi è l'arroganza

C'è un sottile limite in ogni cosa buona, passato il quale il "buono", anzi l'ottimo, diventa pessimo: è il troppo che "stroppa".

Il genio sregolato e smodato, diventa folle; l'ordinato diventa maniaco e così via...

Alla Apple sono molto sicuri di se, forse troppo. Niente da dire sul merito eccezionale di aver creato un telefono (se di telefono vogliamo parlare) rivoluzionario, ma voler pensare che l'utente è disposto ad accettare proprio tutto tutto, è sbagliato.

Quando ti vendono un prodotto quelli della Apple hanno l'arroganza di pensare che è il miglior prodotto sul mercato. In realtà così non è, anche se sicuramente parliamo di prodotti sempre al top. Di difetti ce ne sono, pochi o tanti, ma ci sono. E la Apple fa finta di niente, o addirittura te li propina come precise scelte.

Così il fatto che il mio iphone 3G sia diventato assolutamente inusabile perchè incredibilmente lento e che sia "costretto" a cambiarlo, forse è ovvio per loro, perché un utente Apple non è certo un utente che si può permettere di avere la penultima, e non l'ultima versione di telefono; ma è molto molto frustrante per me.

Tuttavia tutto questo mi fa pensare a quando è iniziato il declino (se di declino possiamo parlare!) del brand Microsoft, quando con win98 davano per scontato che l'utente "doveva" adattarsi. Speriamo bene! Andrea Denaro
-------------------------------------
http://www.google.com/profiles/Andrea.Denaro

Sent by iPhone

Posted

Anche stavolta Steve Jobs mi ha spiazzato

Oggi siamo in attesa di tante novità: iphone hd, touchpad per computer, Safari 5, nuovo sistema operativo… Insomma una serata ricca di sorprese 

Ma è incredibile il numero di siti, non soliti a prestare tanta attenzione ad un prodotto IT, che ne parlano: dal Corriere, a NewTeeVee, passando per Ustream [video] e decine di altri siti… Tutti concentrati a seguire la conferenza Live 

Mi stupisce ogni giorno di più la potenza del marketing della Apple e la forza del brand che ha creato Jobs!

Posted

l'experince è il marketing dei sensi

Comprate una macchina nuova. Ve la consegnano. Finalmente entrate. Qual'è la cosa che vi rimane più impressa? A me l'odore di macchina nuova.

Come d'altro canto mi sono sempre lamentato della plastica delle ultime BMW: misera.

Dice Seth Godin che è finita (nel 2005) l'epoca nella quale il marketing si costruiva sul prodotto; ora il marketing si è nel prodotto stesso.

E l'experience di utilizzo del prodotto che lo fa vendere. Perché il pubblico ha tanta voglia di parlare, di essere appagato e, perché no, di dare il giusto valore alle cose.

Tutto questo per dire che ho fatto un mini-sondaggio ed ho capito che l'iPad entusiasma chi c'è l'ha molto più di chi ancora lo deve avere. Ed ho capito anche perché.

É strepitoso al tatto.

La lavorazione è eccezionale, tutta questa superficie lucida e fredda nella mani, il satinato del retro… Non sto scherzando, non prendetemi per matto: è veramente bello da tenere in mano. E sono sicuro che i ragazzi della Apple lo hanno voluto espressamente così.

Ecco, questo vuol dire marketing integrato


Posted

(la 2° del paio) Branding 2.0 per il no profit

Posted

si ma la cosa più incredibile di ieri non è l'iPad

Vabbè, io sono un Apple addicted da quando avevo 6 anni, quindi era ovvio che fossi entusiasta del lancio del nuovo iPad.

Cambierà il mio modo di andare in giro: perfetto per agenda, mail, appunti, etc… Ho diversi dubbi (leggibilità dei libri ad esempio, dove il kindle è invece eccezionale; piuttosto che il sistema operativo che è troppo iphone). 

Però la cosa che mi ha lasciato senza parole non è l'oggetto in se, ma cosa sia diventato il fenomeno Apple.

CNN ha mandato una breaking news, di norma riservata a terremoti, elezioni ed eventi straordinari, per annunciare l'arrivo dell'iPad; addirittura il Corriere ha dedicato una grandissima immagine in prima pagina. Non lo ha fatto certo per Windows7, nonostante i numeri di quest'ultimo sono enormemente più grandi.

Forse non è vero che iPad rivoluzionerà al nostra vita quotidiana, ma sicuramente la Apple riesce a farcelo credere. Ed è per questo che mi affascina ancora di più. E' il brand che più di ogni altro riesce a creare Fanatici, di ogni tipo ed in tutto il mondo. 

E' incredibile! 

Sono incredibili i numeri (250M di ipod venduti, 3 miliardi di applicazioni scaricate, 50M di clienti negli Appstore fisici in un anno, 50 miliardi di dollari di fatturato, in due anni la prima compagnia di telefonini al mondo!), ma è incredibile l'atmosfera che si respirava in rete, o come sono stati invasi tutti Social Media. 

Se avesse pre-venduto l'ìPad ha scatola chiusa io la avrei comprato, perché sono sicuro che sarà bello, veloce, integrato, appagante, etc… E come me migliaia di persone avrebbero fatto lo stesso.

C'è qualcuno oggi che proponeva Steve Jobs come prossimo presidente degli Stati Uniti. Bhè, forse non ci metterebbe molto. (Senza contare come ha rivoluzionato, con Pixar, il mondo dei cartoni)

Apple è il brand del 21 secolo, più di ogni altro.

Andrea Denaro


Posted