Andrea Denaro

Andrea's posterous 
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Anche i migliori sbagliano (check list di cose da fare prima di mandare online un sito)

Nella fretta è facile commettere errori.

Ecco una lista di liste di cose da fare prima di mandare live un sito. Sembrano banalità, ma poi quando uno ha tante cose da fare, è facile dimenticarsene una!

http://en.opquast.com/bonnes-pratiques/


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The Wired Tablet App: A Video Demonstration

Veramente interessante. E siamo solo all'inizio!

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Quando l'iphone è più comodo del PC: cercare casa

L'iphone è comodissimo, ma non certo quando un PC: monitor, tastiera, etc… non sono paragonabili. (Non ho la fortuna di avere un 3GS, quindi i vari programmi di Augmented Reality non li ho ancora testati).

Nel mio piccolo però sono rimasto stupito di quanto sia comodo cercare casa con l'iphone. Ho trovato infatti, dietro consiglio di un amico (per la serie: quando una cosa è ben fatta è virale di suo), l'applicazione di Immobiliare.it e vi posso assicurare che è veramente utile.
Apri immobiliare.it su iphone e ti dice immediatamente tutti gli appartamenti nelle immediate vicinanze. La grafica chiara è pulita, l'applicazione veloce, le informazioni esaustive, le foto facili da sfogliare. Ma soprattutto è geolocalizzato: ti piazzi in una strada e ti dice tutti gli annunci intorno. Un grande risparmio di tempo!
É molto più pratico qui che davanti al PC, dove la ricerca avviene per macrozone ed ovviamente non puoi sapere tutti i nomi delle strade. Ma anche la grafica è molto più complessa.
Piccolo consiglio: forse l'unica cosa che manca potrebbe essere un servizio di notifica push per nuovi immobili.
PS. Anni fa in argentina ricordo che rimasi stupito da quanto facile era cercare casa: ogni casa in affitto/vendita ha un bel cartello sul balcone con mq e stanze. Cerchi casa? Basta fare un giro per per le strade e raccogli tutti le informazioni: facile, veloce, pratico, efficiente.
Cercare casa qui è un'impresa: già sei fortunato se trovi l'annuncio con foto, figurarsi la mappa… 
Già perché in Italia gli agenti non la pubblicano per paura che la concorrenza gli rubi l'immobile, o che le due parti si accordino facendo fuori l'agente!

Andrea Denaro

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il paradosso di internet

Come in tutte le cose geniali c'è sempre qualcosa che non ti aspetti. Chissà se quando hanno creato internet, i cervelloni militari dell'epoca immaginavano che stavano dando vita alla cosa più democratica, rivoluzionaria ed anarchica della storia. 

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(la 2° del paio) Branding 2.0 per il no profit

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Un paio di presentazioni interessanti

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cerca cerca sui social media...

Pare che alla fine le big corp. si sono accorte che esiste Facebook ;-) Scherzi a parte, ci sono un sacco di belle cose online in questo periodo.

Sto facendo un progetto su come integrare loyalty e social media e devo dire che stanno uscendo cose interessanti.

Quello che però noto è che i social media ancora non sono business oriented: c'è troppo caos, troppi strumenti, formati e siti diversi… insomma è tutto troppo disperso.

Per capire quello che sta facendo un brand su Facebook, è da diventare matti, tanto per fare un esempio.

Oggigiorno più o meno tutti hanno capito che i SM sono uno strumento di contatto, non solo (e non tanto) di awarness. Allora forse il vero problema di FB e di Twitter, per fare soldi, è stabile uno standard comune attraverso il quale le aziende possono essere trovate, cosa che oggi non è facile neanche un po'.

Andrea Denaro

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online You & Eni

www.youandeni.com

Che dire: bello bello bello :-)

brava dnsee

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il ROI dei social media: bel dubbio, ma sicuramente non si valuta al kg!

Come si valuta una pagina di Facebook di successo? (Mashable fa la solita, utile, fotografia)

Dai Fan? Secondo me non basta. 

Esistono dei prodotti di massa, che però sono nati come prodotti di nicchia. Tipo gli ipod. I prodotti di questo tipo hanno dei first adopter
che si fanno fautori del prodotto/brand alle masse.

Allo stesso modo avere 100 fan potrebbe essere meglio di averne 10000, a patto che quei 100 sono veramente entusiasti.

Certo, è difficile è monitorare quanto una persona possa essere entusiasta, ma il successo di una attività sui social media, che deve puntare a costruire un rapporto virale con il brand, deve passare per utenti felici e coinvolti.

E secondo me questo approccio vale per tutto.

Benetton e Toscani hanno fatto delle campagne per pochi, eppure quei pochi, entusiasti, hanno costruito il brand. Come ha fatto la Apple. Come è successo per Twitter.

Non valutiamo i social media al chilo e soprattutto intendiamoli sempre all'interno di una strategia di lungo termine.


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Google, i provider e la connessione da 1GB

Google offrirà la connessione da 1GB. Chissà se è economicamente sostenibile…

Due riflessioni.

La prima è molto tecnica. I server di oggi sono dimensionati in modo da servire un certo numero di connessioni contemporanee. Tra che arriva la richiesta, che questa viene mandata indietro, etc. etc. passano un certo numero di secondi che rallentano la navigazione.

Inoltre, anche i contenuti multimediali, impegnano i server in maniera modesta, perché sono solo pochi ad essere particolarmente lunghi. 

Dare una connessione da 1GB vuol dire ripensare all'offerta web, ma soprattutto ripensare tutta l'infrastruttura di rete. (A meno che non si fa come in Italia che ti danno 20Mbps, ma poi navighi si e no ad uno.)

In questo senso trovo molto sensate le previsioni di RazorFish sullo sviluppo dei servizi cloud: sempre di più esisteranno delle compagnie specializzate in questo o quel servizio (capaci quindi di fare grandi economie di scala), piuttosto che ogni sito replicare le stesse cose ogni volta.

La seconda è legata agli aspetti economici. Non so se dare un giga di connessione agli utenti è qualcosa di sostenibile, ma probabilmente sarà una voce in Rosso per il colosso di Mountain View. Però ci stà, perché è assolutamente in linea con la strategia di Google di far diventare tutti i software erogati con il modello as a service come appunto è Google Docs.

La mossa di Google però la trovo particolarmente intelligente perché di fatto provocherà un effetto a catena: tutti gli ISP saranno costretti ad offrire 1GBs, aprendo nuovi business agli editori (ricordate le polemiche di qualche giorno fa). Offrirlo tutti farà scendere i costi industriali dell'attività, ma soprattutto farà si che a farsi carico di un'attività pro Google, saranno proprio gli ISP che tanto lo stanno criticando.


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