considerazione sulla leggibilità dei siti

Per chi ostina a fare testi piccoli, magari in grigino chiaro, una piccola … dimostrazione sul campo. Una delle funzionalità più acclamate del nuovo safari è la funzione reader che non fa altro che estrapolare il contenuto di una pagina web, ingrandire il carattere usando un font di chiarissima lettura, e presentarlo all'utente.

Non voglio mettere la Apple a dettare legge, ma credo che un'azienda così attenta al design ed all'usabilità dei suoi prodotti, se ha investito tempo, soldi ed annunci per una funzionalità del genere, evidentemente non è minore.  

Font grandi e ben leggibili. Focus sui contenuti. Questo è il trend del 2010, questo è il trend del web ormai maturo.

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è pieno di gente che sta completamente fuori di testa

Uno può opinare se Charoulette sia un servizio interessante o no. Ma per YeahYeahYeahYeahYeah.com non c'è dubbio che non serve proprio a niente!

É un flusso infinito di foto, che vengono pubblicate così come arrivano all'indirizzo mail yeah@yeahyeahyeahyeahyeah.com . Senza fine. Senza inizio. Senza senso.

Eppure basta fermarsi un minuto per vederne che ne arrivano a centinaia.

E la cosa più incredibile è che tutto il mondo internet in queste ore ne parla.

Incredibile!

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Qualche sbavatura nel lancio di iphone 4 (via @domenicomanno)

@domenicomanno mi fa notare una serie di sbavature nel lancio del nuovo iphone

Mi parla del design delle pagine web del nuovo iPhone 4 ed effettivamente notiamo, per la prima volta, un po' di sbavature e più qualche scelta (a mio avviso) contestabile.

Fermo restando che parliamo sempre del top, di trand setter spaventosi, ma è giusto analizzarli di tanto in tanto.

Innanzitutto non so se lo avete notato, ma la home page è disegnata esclusivamente per iPad. Le proporzioni sono proprio quelle.
Cioè si passa dal 16:9 al 9:16... che però sui nostri monitor wide non fa un bell'effetto.
Inoltre se ci fate caso, il footer ha un margine maggiore rispetto all'header. (vedi apple_home.png in allegato)

In generale poi... credo abbiano aumentato la dimensione del testo.
Sempre per la questione iPad friendly... credo.

Non mi ha convinto invece la pagina interna. Quella tutta nera. (vedi apple_interna.png)
Il testo non ha una bella impaginazione.


Le foto del nuovo iPhone (FICHISSIMO) su fondo nero, anche se più accattivanti, a mio avviso non rendono giustizia. Soprattutto l'utilizzo della "sfumatura" sulle immagini di prodotto, la trovo particolarmente errata. Il prodotto è così bello nei suoi dettagli... che vederlo sfumato è veramente un peccato. Guardate qui come esce bene:
http://www.apple.com/it/iphone/features.html

Ma voi una pagina come quella che vi ho allegato, l'avreste mai approvata?
Secondo me no.

Qualche sbavatura l'ho trovata sulla pagina di notifica invece. (vedi apple_notifica.png)
Il form si vede male e c'è un antipatica ripetizione del logo.

Infine un ultima parola sul logo di iOS4 …
non vi sembra trooooppo pesante?

Bravo Mimmo, un occhio bello attento il tuo!



       
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Qualche_sbavatura_nel_lancio_d.zip (1273 KB)

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recuperariamo la matita durante la progettazione

Noi tutti disegniamo sempre meno e troppo poco. Carta e matita sono il modo più rapido di esprimere le nostre idee e la nostra creatività, eppure passiamo le ore a cercare i programmi più innovativi per rappresentare le nostre idee.

Mi torna in mente la barzelletta su americani, russi e le matite

Il tema è di base è quello di cui parlavo qualche tempo fa: semplificare. Già esprimere un'idea è una cosa complessa, raccontarla e delinearla al meglio ancora di più... Allora perché non usare il modo più facile per farlo?
Non si tratta di perdere tempo perché poi andrà ricopiato, o perché ci sono oggetti da ridisegnare; al contrario si tratta di un modo per ottimizzare lo sforzo e l'impegno nel momento più importante della progettazione, liberando peraltro la mente da una fatica aggiuntiva (ovvero come tradurre in comandi informatici le nostre idee) concentrandosi solo sull'idea.

Altri esempi di quello che dico li trovate qui. A chi fosse interessato all'argomento segnalo invece un bel gruppo su Flickr.

   
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recuperariamo_la_matita_durant.zip (808 KB)

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Why I'm not using (yet) safari. (while waiting for tonight)

I think that Safari is the fastest browser on Mac and above all it is more integrated with OSX core. Probably because it is the only one on 64 bit, or maybe because is OSX native, I don't know, but the result is that managing many tabs on Firefox causes my computer going out of memory (is frequent to have more than 800MB of RAM used by Firefox).

On the contrary Safari is really faster, but it has 2 major problem.

1. I don't like mad personalizations, but tools like the dig toolbar or firebug  are really useful! I really miss extra toolbar on Safari.

2. Managing login & password. Is not clear where is the line between usability and privacy, but Firefox manages cookie and autocomplete really better than Safari, where I have to re populate every time!

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quando le nuvole portano il bel tempo, ovvero the power of cloud computing

Chiamiamolo web 2.0, chiamiamolo cloud computing, chiamiamolo come vi pare.

Oggi vi porto alcuni piccoli esempi di come il mio modestissimo mondo sta cambiando. La novità non sono i programmi che mi seguono, ma i contenuti. 

Mi spiego meglio: da quando ho comprato l'iphone mi sono preoccupato di creare delle sincronie tra le informazioni che avevo sul telefono e quelle che avevo sul computer. Ho cercato di fare in modo che questa sincronia fosse più semplice possibile ed assolutamente wireless, ovvero che non mi obbligasse a nessun tipo di connessione.

Con le mail è una vecchia storia, grazie al protocollo IMAP. Quindi ho semplicemente scelto un buon servizio IMAP (Google) che ho poi esteso a tutta dnsee. Anche piuttosto comune sono la rubrica e l'agenda (uso MobileMe): in pratica sul mio telefono, ipad, computer e web tutte le informazioni sono perfettamente allineate.  

La novità vera è che oggi anche tutto il resto si sincronizza velocemente, facilmente e senza costi.

Ad esempio gli RSS che sono uno strumento molto utile per tenersi informati. Centralizzando la sottoscrizione dentro google reader mi è bastato aggiungere dei client quali Gruml (thank to @mak_2_5) o NetNewsWire sul laptop, e NewsRack per avere sempre aggiornati i miei feed: aggiungo un nuovo feed dentro uno di questi, automaticamente lo trovo anche negli altri; se leggo un articolo, lo trovo poi letto da tutte le parti. Non male! Perché in questo modo posso sfruttare i ritagli di tempo per tenermi aggiornato e non dover riprendere da zero il lavoro quando cambio postazione.

E che dire poi di Dropbox: su qualsiasi device ritrovo la cartella dei file importanti e la posso condividere con i miei contatti. Oppure Instapaper e Diigo che mi permettono di portarmi dietro i miei bookmark.

Sicuramente si potranno aggiungere a questa lista una sfilza di servizi che non ho citato e/o che sono migliori dei miei. Ma non è l'applicazione in se che conta, ma la vita che cambia.

In pratica da dove e quando accedo alla rete non interessa più: i miei servizi sono lì, pronti per me. E questo è molto utile per gli imprevisti e per, come dicevo prima, poter sfruttare momenti della giornata altrimenti persi.  

In qualche modo è la vera essenza della rete: non serve pianificare le cose; le informazioni sono lì, sempre e comunque. É la mia vita che mi segue. Online. 

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2010 Communicator Winners Announced - Dnsee, un altro premio!

Ricevo ed inoltro:

16th Annual Communicator Award of Excellence Winners

Dnsee
Eni
Oil On LineWebsites - CommunityRome,

Award of Distinction:

Dnsee
Eni
Oil On LineWebsites - MagazineRome,
Dnsee
Eni
Oil On LineWebsites - Structure and NavigationRome,
Dnsee
Eni
Oil On LineWebsites - Blog - BusinessRome,

Qui la lista completa dei premi 

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Ora che ci Jobs ci ha autorizzato, lo possiamo dire pure noi: flash ci ha stancato!

Leggo oggi del lancio del nuovo sito corporate di una nota casa automobilistica italiana. Per curiosità vado a sbirciare e mi accordo che è completamente realizzato in flash. Senza motivo! Peraltro mentre navighi ti accorgi ad un certo punto che alcune pagine sono fatte in html, altre in flash. Ci sono degli spunti interessanti, ma in generale non mi senti di dire che è facile da navigare. 

Almeno per me.

Io ho un Mac Book Pro di ultima generazione. Un computer potente, che mi soddisfa pienamente. Ciò nonostante il sito mi va a scatti. É normale - mi si può rispondere - flash ed Apple proprio non vanno d'accordo. Ma anche dimenticandosi per un momento del 15% di utenti che usa Mac (utenti i cui valori si richiamano molto a quello che Lancia vorrebbe essere), ancora non capisco il senso di fare dei siti in Flash nel 2010. 

Siamo finalmente nell'era del contenuto, non della forma. Da Youtube, a Facebook, addirittura Heavy.com: tutti ci insegnano che l'utente non si stupisce più a vedere le macchinine che lampeggiano; l'experience non più data dalla canzoncina; l'experience è guidata dai contenuti, dai servizi, dal network… Non dai fiocchetti.  

Uno dei miei primi clienti faceva commercio elettronico. Era il periodo del boom di Flash e Javascript (2002), ma questo sito era completamente html quanto più semplice possibile. E faceva molti molti molti più soldi di qualsiasi altro sito in flash al mondo. Anzi, era uno dei siti europei che guadagnava di più. Non fatturava di più, guadagnava di più. E non perché avesse le lucente fosforescenti: aveva un sito perfetto in ogni dettaglio, molto chiaro, semplicissimo da usare. Ed aveva dei prodotti ad un prezzo eccezionale.

Dopo 10 anni ancora non lo abbiamo capito. Anche io litigo quotidianamente con gente che pensa prima al pacchetto e poi al contenuto. É sbagliato. Potrei dire che è il tipico errore dell'agenzia tradizionale. Il pacchetto deve mettere in luce i valori del contenuto, non oscurarli e soprattutto non raccontare balle. 

Andrea Denaro

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è finita l'epoca dei social media ed è iniziato il FBweb?

L'annuncio di Open Graph è abbastanza importante. C'è chi dice che addirittura rivoluziona il web.

Effettivamente è interessante per due punti non banali:

a. il numero di utenti di FB che secondo comScore sarebbe oltre i 500 milioni. Ora non ho idea di quanti esattamente siano gli utenti web attivi al mondo, ma credo che siamo una buona maggioranza

b. uscire da dominio FB ed offrire gli stessi servizi durante tutta la navigazione (e magari tutta la giornata).

Ovvero un po' come Google è il contenuti, nel web di oggi FB è l'utente. Sono due mondi, due standard, che si parlano e che rendono essi stessi possibile l'esistenza del web di oggi, o forse di domani. Già perché se per Google è evidente (immaginare di navigare senza Google? Io mi sentirei spaesato…), per FB lo diventerà presto. 

É solo una questione di numeri e di tempo: se sul sito della CNN vedrò le medesime funzioni che vedo dentro FB, avrò la possibilità di interagire con i miei amici, di taggarli, etc. etc.. ben presto si svilupperanno. A questo punto probabilmente ci abitueremo ad usare delle funzionalità social in ogni momento e l'experience della navigazione  cambierà.

Perché proprio FB e non Twitter o altri? Semplicemente perché nessun altro network contiene 500 milioni di utenti. 

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in risposta a Massimo Sideri (Corriere) ed il suo puzzle del web

Oggi leggo un editoriale interessante sul Corriere, dal titolo la rete sta diventando un puzzle e l'iPad ti mostra solo alcuni pezzi. Sideri parla di uno scontro tra due grandi mondi: orizzontale (e tutto gratis) di Google; verticale e chiuso quello della Apple, ovvero con l'iPad ci fai solo quello che Apple dice. Causa, secondo Sideri, i soldi.

Vi invito a leggerlo (in edicola però perché purtroppo on line non lo riesco a trovare!)

Secondo me il tema è più profondo. Dopo un periodo molto frammentato, orizzontale, di tanti piccoli operatori, si sono affermati degli universi (vedi Facebook) in grado di fare quello da sempre gli editori online sognavano, ovvero quello di chiudere l'utente all'interno del proprio indirizzo: talmente grande infatti è l'offerta, che l'utente trova tutto quello che gli serve.

Allora più che di soldi, parlerei di maturità: della rete, dei servizi, degli utenti. Che è una cosa ben diversa.  E tutto questo è possibile perché oggi non è l'utente ad integrare quello che la rete gli offre (pensiamo solo a 5 anni fa quando usavamo due o tre motori di ricerca per essere certi di trovare tutti i risultati), ma è la Rete stessa talmente integrata che oggi non importa più da quale finestra ti affacci: comunque riesci a vedere tutto il mondo.

Forse l'autore non lo sa, ma se anche la Apple vieta porno e gambling per iPhone, esistono dei siti che sono perfettamente ottimizzati (quindi non applicazioni da Apple store) per funzionare sul Melafonino. E la Apple lo sa.  

Ed è per questo che Sideri secondo me sottovaluta l'abitudine dell'utente. É l'utente infatti che sceglie di chiudersi in Facebook, un domani nell'iPad (tutto da dimostrare peraltro), ma lo fa nella consapevolezza di non perdersi niente. 

Finisco con il dire che il kindle, gentile Massimo, è l'esempio sbagliato. Il Kindle non è un coltello, che ci tagli quello che vuoi; il Kindle è un rasoio elettrico per spuntare i peli del naso, ovvero ci fai solo esclusivamente quello. Ma meglio di così non lo puoi fare!

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