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Andrea Denaro

L'experience marketing della Apple contagia la Disney

Giorni fa già scrivevo di come  la comunicazione deve essere completamente legata all'esperienza dell'utente. Attenzione: non è che fino ad ora abbiamo sbagliato a fare affissioni, come non è certo vero che chi fa advertising tradizionale prova a rubare i soldi alle aziende! Semplicemente la comunicazione si sta evolvendo, sta cambiando. Sta cambiando perché è stata sfruttata fino all'osso. Sta cambiando perché sono cambiati gli strumenti, le abitudini, lo scenario nel suo insieme. E sta cambiando molto più velocmente di quello che pensiamo.

Oggi @TinHangLiu segnala che Steve Jobs ha convinto la Disney ha sfruttare le capacità del suo team retail per rinnovare drasticamente i negozi. Come si legge nell'articolo, la Disney ha già fatto tantissimo fino ad oggi, raddoppiando in circa dieci anni (crisi comprese) il fatturato del suo merchandising. Tuttavia non è più abbastanza. 

 “The world does not need another place to sell Disney merchandise — this only works if it’s an experience,” dice Jim Fielding, presidente di Disney Stores Worldwide. Il cliente deve essere coinvolto nella comunicazione, deve vivere un'esperienza di marca che vada profondamente ad incidere sulle sue emozioni e sul suo subconscio.

Effettivamente visitare lo store della Disney di NYC è stata una grande delusione; al contrario i parchi a tema sono stati emozionanti e mi hanno lasciato qualcosa nel cuore. E non per bellissime giostre (attenzione, file immense!!!), quanto per la gioia di mio figlio nell'abbracciare questo o quel personaggio.

Tutti quelli che fanno comunicazione devono imparare dalla Disney: è veramente il non plus ultra in termini di marketing! 

Le loro campagne di advertising sono i film e le televisioni; i parchi a tema servono a vivere l'experience; i loro (veri) prodotti il merchandising. Nessun componente di questa filiera è un costo, ma rappresenta di per sè un profitto.  Effettivamente c'era da stupirsi che sui negozi fossero rimasti così indietro.

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Caro Berlusconi, io vorrei vivere a Disneyland

L'Italia ha una unica risorsa economica: non ha petrolio, non ha il ferro, non ha la tecnologia, etc… Ha un patrimonio turistico (ambiente, cultura, cibo, monumenti) unico al mondo. E non solo! L'Italia è al centro del mondo, facilemte raggiungibile da tutti (America, Europa, MedioOriente, Asia) ed in una sola ora passi dalle splendide spiagge sarde alle più belle montagne d'Europa.

Il problema è che tutto questo non è valorizzato come dovrebbe. E non tanto perché, come si dice ultimamente, il marchio Italia non è sufficientemente promosso all'estero, ma perché è l'esperienza del viaggiatore a non essere al livello.

I parchi della Disney rappresentano circa un quarto dei ricavi (?) della multinazionale americana e secondo me andrebbero esaminati a dovere per capire il perché del loro (continuo) successo.

Il ministro del turismo dovrebbe essere il ministro più importante di questo paese. Un po' come il numero 10 in una squadra di calcio. Dovrebbe avere una struttura radicata sul territorio, molto orientata al marketing ed al CRM, in grado di fare sistema. Senza contare il decoro delle nostre strade, piazze e musei: penoso! E poi la sicurezza per le strade...


Il problema vero che ancora si perde tempo nel pensare che in questo paese si possa fare industria! Siamo troppo indietro, mancano totalmente le infrastrutture, siamo fuori dal mondo globalizzato e ci manca la cultura dell'impresa: ormai il gap è veramente irraggiungibile. 

Dovremmo quindi farci furbi e fare di questo paese il più bello ed enorme parco dei divertimenti del mondo!

Andrea Denaro
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