considerazione sulla leggibilità dei siti

Per chi ostina a fare testi piccoli, magari in grigino chiaro, una piccola … dimostrazione sul campo. Una delle funzionalità più acclamate del nuovo safari è la funzione reader che non fa altro che estrapolare il contenuto di una pagina web, ingrandire il carattere usando un font di chiarissima lettura, e presentarlo all'utente.

Non voglio mettere la Apple a dettare legge, ma credo che un'azienda così attenta al design ed all'usabilità dei suoi prodotti, se ha investito tempo, soldi ed annunci per una funzionalità del genere, evidentemente non è minore.  

Font grandi e ben leggibili. Focus sui contenuti. Questo è il trend del 2010, questo è il trend del web ormai maturo.

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recuperariamo la matita durante la progettazione

Noi tutti disegniamo sempre meno e troppo poco. Carta e matita sono il modo più rapido di esprimere le nostre idee e la nostra creatività, eppure passiamo le ore a cercare i programmi più innovativi per rappresentare le nostre idee.

Mi torna in mente la barzelletta su americani, russi e le matite

Il tema è di base è quello di cui parlavo qualche tempo fa: semplificare. Già esprimere un'idea è una cosa complessa, raccontarla e delinearla al meglio ancora di più... Allora perché non usare il modo più facile per farlo?
Non si tratta di perdere tempo perché poi andrà ricopiato, o perché ci sono oggetti da ridisegnare; al contrario si tratta di un modo per ottimizzare lo sforzo e l'impegno nel momento più importante della progettazione, liberando peraltro la mente da una fatica aggiuntiva (ovvero come tradurre in comandi informatici le nostre idee) concentrandosi solo sull'idea.

Altri esempi di quello che dico li trovate qui. A chi fosse interessato all'argomento segnalo invece un bel gruppo su Flickr.

   
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Ora che ci Jobs ci ha autorizzato, lo possiamo dire pure noi: flash ci ha stancato!

Leggo oggi del lancio del nuovo sito corporate di una nota casa automobilistica italiana. Per curiosità vado a sbirciare e mi accordo che è completamente realizzato in flash. Senza motivo! Peraltro mentre navighi ti accorgi ad un certo punto che alcune pagine sono fatte in html, altre in flash. Ci sono degli spunti interessanti, ma in generale non mi senti di dire che è facile da navigare. 

Almeno per me.

Io ho un Mac Book Pro di ultima generazione. Un computer potente, che mi soddisfa pienamente. Ciò nonostante il sito mi va a scatti. É normale - mi si può rispondere - flash ed Apple proprio non vanno d'accordo. Ma anche dimenticandosi per un momento del 15% di utenti che usa Mac (utenti i cui valori si richiamano molto a quello che Lancia vorrebbe essere), ancora non capisco il senso di fare dei siti in Flash nel 2010. 

Siamo finalmente nell'era del contenuto, non della forma. Da Youtube, a Facebook, addirittura Heavy.com: tutti ci insegnano che l'utente non si stupisce più a vedere le macchinine che lampeggiano; l'experience non più data dalla canzoncina; l'experience è guidata dai contenuti, dai servizi, dal network… Non dai fiocchetti.  

Uno dei miei primi clienti faceva commercio elettronico. Era il periodo del boom di Flash e Javascript (2002), ma questo sito era completamente html quanto più semplice possibile. E faceva molti molti molti più soldi di qualsiasi altro sito in flash al mondo. Anzi, era uno dei siti europei che guadagnava di più. Non fatturava di più, guadagnava di più. E non perché avesse le lucente fosforescenti: aveva un sito perfetto in ogni dettaglio, molto chiaro, semplicissimo da usare. Ed aveva dei prodotti ad un prezzo eccezionale.

Dopo 10 anni ancora non lo abbiamo capito. Anche io litigo quotidianamente con gente che pensa prima al pacchetto e poi al contenuto. É sbagliato. Potrei dire che è il tipico errore dell'agenzia tradizionale. Il pacchetto deve mettere in luce i valori del contenuto, non oscurarli e soprattutto non raccontare balle. 

Andrea Denaro

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Anche i migliori sbagliano (check list di cose da fare prima di mandare online un sito)

Nella fretta è facile commettere errori.

Ecco una lista di liste di cose da fare prima di mandare live un sito. Sembrano banalità, ma poi quando uno ha tante cose da fare, è facile dimenticarsene una!

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la vera forza dell'interaction design

Nelle agenzie c'è un copy e c'è un art. Nel digital non basta. 

Basta dare un occhio alla magia di questo sito http://www.uniqlo.com/utunes/

Ci vuole tutto lo spirito creativo di una coppia, ma poi ci vuole l'intuizione di un tecnico, di un sound designer, etc. etc. etc.

Negli spot mettiamo fotografi, truccatori, montatori, etc.. etc… e sono solo video! Il digital può essere un'experience 100 volte più coinvolgente, eppure alle volte ci si chiede di fare campagne banner e minisiti al chilo.

 Ecco, questa è la dimostrazione di quanto poco riescono a guardare avanti tanti marketing manager.

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La UX disegna l'esperienza e l'esperienza è fatta di sensazioni; il design è solo una parte di essa

Leggo questo interessante articolo su UxMagazine, ma mi sembra che la user experience sia sottovalutata.

Ad esempio nel bel post di cui sopra, ci si dimentica l’importanza della tecnologia. Non so se avete avuto modo di testare, sicuramente sì, i widget di Samsung e/o il DTT (http://www.andreadenaro.com/un-serata-davanti-alla-tv-digitale-sky-vs-dtt) Assolutamente inusabili! E non perché non c’era un bravo IA a progettarli, ma perché tra un “click” e l’altro, sul telecomando, passano i minuti!

Allora il tema da ricordare a tutti è che l’experience, essendo appunto una esperienza, è fatta di emozioni; le emozioni sono sensazioni e come tali stimolano appunto i cinque sensi.

Mi prenderete per matto, ma la più bella user experience del mondo qual'è? Quella di stare con la donna/uomo che amate. La logica, che ci insegna a fare un pezzettino tondo invece che un'altro rettangolare, ma deve essere solo una di parte dei nostri sforzi. Dicono che quando si guarda un film, sia l'audio a determinare il 70% del coinvolgimento dello spettatore. 

Io credo che è il profumo che sento al negozio di Abercrombie a creare la A&F's user experience, e non le frecce che mi guidano alla cassa. 

Fate vobis :-)

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Come cambiano le interfacce dei siti web (riflessioni partendo dal Google Chrome OS UI Concept Video)

Guardando il concept video di Google OS, mi viene in mente una riflessione prima di tutto: la sparizione delle "finestre" così come le conosciamo.

Tutto molto organizzato, ma anche molto orientato a monitor piccoli, quindi portatili. (il che non fa altro che demoralizzarmi ulteriormente pensando alla qualità delle connessioni wireless italiane)

Tuttavia è una riflessione interessante sul trend ormai palese e quindi su come tutto questo si riflette sulla progettazione di pagine web.

I concetti di usabilità devono essere rivisti in base ai device: un sito deve permettere non solo un'experince sul web, ma essere in grado di creare un mood che poi viene declinato per ogni supporto; una brand experience che si estende da una piattaforma all'altra restando perfettamente riconoscibile.

Non so perché ma mi viene in mente una parolina, che avevo molto sottovalutato: widget

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Oil - il portale di riferimento per il mondo dell'energia finalmente online

Una volta si diceva che i portali erano, per l'appunto, la porta di accesso ad un mondo. Questo è il caso di Oil, il portale sull'energia che è andato online proprio oggi e di cui dnsee ha curato il progetto strategico, funzionale e l'interface design.

Oil  è un di cui del web, filtrato e selezionato solo per il mondo energetico: dal motore di ricerca, alle notizie in tempo reale geolocalizzate, agli strumenti di social networking, al mondo dei blog… tutti i contenuti del sito sono il meglio (in termini sia quantitativi che qualitativi) cheun operatore del settore può aspettarsi.

Da segnalare in particolare la real time map: un esperimento, secondo me ben riuscito, per mappare tutti i conteuti che arrivano in real time georeferenziandoli per area geografica. Il risultato è decisamente un bel dashboard!

Un caloroso complimento a tutti i colleghi che hanno saputo concretizzare, valorizzare ed arricchire le mie idee di qualche mese fa, nonché al team editoriale di AGI ed ENI, sempre aperti ad accettare nuove sfide.

   
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Oil_-_il_portale_di_riferiment.zip (381 KB)

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X2Football: a great example of iPhone interface design and (r)evolution

There are many games on the App Store that, like this one above (RF09), emulate a joypad using a virtual stick for the left thumb and 2 or 3 buttons on the right.  

Below there is a screenshot taken from my Iphone, and above an image of another famous game X2Football. As you can see the two interfaces are different and the first one seem to be simpler to use (less and bigger buttons) but in reality I found RF09 really unusable and frustrating! When you are playing on a plain surface, you can't evaluate where you fingers are, especially for the direction pad on the left and is very very easy to go out from the pad area: the result is that very easy to stop the player while running and lose the ball.

The developers of X2Football solved this problem introducing a simple and cool feature: comparing those two images, you will see that the left pad is not in the same position, but it automatically follow your finger and when it touch the screen, the pad goes exactly when your thumb is (check this video for a live demo). You are not required to adapt you finger to the interface, it is the device that optimize it while playing!

 

 On the same way the right buttons are ergonomically designed, and not just two balls.

 

That is a real good example of how thinks dramatically change with just a simple innovation.

Italian P.S.: ed è anche un ottimo esempio come si può rompere uno schema ed inventarne di nuovi!

 

   
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X2Football_a_great_example_of_.zip (135 KB)

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