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Andrea Denaro

Facebook E' internet, piccola riflessione di #UX

Riflettevo: se in Italia ben oltre la metà delle persone sono attivi su Facebook, di fatto Facebook è LO standard in termini di comunicazione e di interfaccia.

In altri termini quando progettiamo una interfaccia o una esperienza d'uso, non dobbiamo stare le ore per capire come farla al meglio, perché l'utente già ha un modello di interazione, ovvero Facebook.

Un po come è stato per il mouse o per le tastiere.

L'experience migliore si ha con gli strumenti più diffusi, entrati nella cultura dell'individuo.

Se poi Facebook funzionasse anche bene, sarebbe fantastico!

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the web is dead: sono d'accordo! Cosa vuol dire progettare un'immagine digitale coordinata

Per la serie: l'avevo detto, mesi ho scritto come sta cambiando il modo di fruire il web. Lo avevo fatto nell'ambito (ma non potevo dirlo!) della riprogettazione della home page di eni.com.

Non ho intenzione di ripetermi su concetti già espressi e che Chris Anderson, non a caso, spiega molto meglio di me. Vi invito pertanto a leggere:

via Andrea
quando le nuvole portano il bel tempo, ovvero the power of clou computing
è finita l'epoca dei social media ed è iniziato il FBweb?
. in risposta a Massimo Sideri ed il suo puzzle del web

via Chris
The Web Is Dead. Long Live the Internet

Quello che vedo è che il browser sta diventando semplicemente uno dei tanti modi per accedere al contenuto. Il contenuto non è più sul sito web (che ne è solo una delle tante finestre), ma il cuore diventa lo strumento (content manager) che eroga quel contenuto. Il web è sempre di quello per cui è nato: una infrastruttura, non un media!

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Proprio in questa ottica, qui in dnsee abbiamo ri-progettato l'esperienza d'uso digitale in maniera integrata. Dico digitale e non web, proprio perché il mondo sta cambiando velocemente e quello che abbiamo pensato non è più solo una home page di un sito internet, ma una vera e propria dashboard che sia in grado di accogliere degli elementi (chiamiamoli widget, chiamiamoli apps...) che poi possano vivere nell'universo di strumenti e device (telefoni, tavolette, totem, televisori) attraverso cui la più grande azienda italiana entra in contatto con i milioni e milioni di clienti o stakeholder. 

Questa è la vera coerenza nella comunicazione di oggi.
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Piccola riflessione sulla progettazione di app per ipad #ux

Nei mesi estivi in rete ha spopolato, fra le altre, una app per ipad che sicuramente tutti conoscerete: flipboard. É una applicazione molto … furba, che forse più che essere pensata per i social (come si presenta) è un bellissimo lettore di RSS. Allora mi sono divertito a fare una piccola riflessione sul perché io preferisco di gran lunga Reeder. Adesso al di là dei gusti personali, Reeder è una applicazione che definirei one finger. In altri termini chi progetta per Ipad non solo deve pensare a qualcosa che funzioni, ma anche a qualcosa che, essendo usata nei contesti più vari, non deve essere faticosa da usare. 

Progettare per iphone già è più semplice, perché qualsiasi funzione è a portata di dito. Per Ipad è diverso (anche perché il peso della magica tavoletta è tutt'altro che magico!).

Immaginando che si tenga l'ipad nel palmo della mano, come è ovvio, con Reeder basta muovere il solo pollice per accedere a tutti i contenuti, sia in modalità orizzontale che  in modalità verticale. Flipboard invece richiede spesso di muovere il braccio. É chiaro che non sto chiedendo al mio utente di fare la maratona di New York, ma ad un uso intensivo (passo almeno un'ora al giorno su Reeder) questa differenza si sente; e si sente anche nella velocità con cui riesco a scorrere tutti i contenuti.

Immagini di Reeder
(download)

Come vedete tutti i comandi sono posizionati sulla banda sinistra dello schermo; i titoli sono sensibili allo scorrimento laterale. In pratica non devo ne muovere la mano, ne per forza toccare nulla.  

Inoltre la cromia dell'applicazione è pensata per favorire la lettura, evidenziare i collegamenti.

Infine ci sono un sacco di funzioni per esportare questi contenuti su altri media (Da Twitter, a Facebook, Digg, Instapaper, etc...).

In pratica posso usare Reeder in qualsiasi momento o posizione sono.

 

Immagini di Fliboard

 

(download)

Flipboard è estremamente più accattivante, ma ci sono molte meno funzioni e spesso devo spostare la mano per accedervi.

 

Capisco che uno possa pensare si tratti di banalità e forse qui stiamo parlando di un prodotto eccellente, ovvero sopra la media accettabile.

Tuttavia il cuore di questa riflessione è un altro: progettare interfacce ed esperienze d'suo per il computer significa progettare strumenti in uno scenario statico (uomo davanti al monitor). Si ci sono elementi variabili (mouse o trackpad, risoluzione monitor, etc..) ma sono minimali. 

Progettare per i device mobili di oggi invece significa progettare strumenti che potenzialmente possono essere usati in una infinità di scenari e contesti, tali per cui l'esperienza viene influenzata da fattori assolutamente imprevedibili, a cui normalmente non avevamo mai pensato.

Ecco quindi che l'attenzione al minimo dettaglio, la sperimentazione sul campo, la capacità di sviluppare idee creative tanto innovative quanto semplici, ma soprattutto la capacità di pensare in maniera... allargata, diventano elementi fondamentali per avere un prodotto veramente usabile.

 

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La coerenza del design dell'iPhone 4 #ux

Si è parlato molto di questo gioiello tecnologico, soprattutto per il suo arcinoto (ed assolutamente reale) problema dell'antenna. (a dirla tutta ho talmente la fobia di perdere il segnale che non so più come prenderlo, mi sa che mi faccio mandare il bumper!).

In pochi invece hanno parlato del design dell'oggetto, che è la rivoluzione più evidente da un lato, e meno immediata dall'altro: è infatti solo toccandolo ed usandolo per un po che si capisce l'obiettivo dei tecnici Apple. Tutto questo è ancora più vero se si pensa che il software, e quindi l'interfaccia, è esattamente la stessa di prima.

Non si tratta di un telefono, si tratta di un oggetto che una sua forte personalità: delicato e solito allo stesso tempo. La copertura in vetro ceramica è come se esigesse... "rispetto".

Insomma grazie al design la Apple ci dice che questo non è un telefono come gli altri, è IL telefono. Ed effettivamente qualsiasi altro cellulare che si prende in mano sembra un gadget cinese. Non è la prima volta che faccio questa considerazione per un prodotto Apple e non credo sia casuale: l'esperienza d'uso di un oggetto passa attraverso tutti e cinque i sensi.

È inoltre un design coerente: il dispaly Retina, che rende obsoleto qualsiasi altro monitor o dispositivo, è nitido, lucido, dalle linee morbide ma nette; esattamente come il telefono stesso. Insomma, un segno di grande coerenza.

Appena visto avevo avuto una certa delusione, anche perché di novità non mi sembrava ce ne fossero. Poi...

È questa la forza della Apple. Poi è vero che non tutte le ciambelle riescono con il buco, ma quella è un'altra storia.

Andrea Denaro -------------------------------------
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considerazione sulla leggibilità dei siti

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Per chi ostina a fare testi piccoli, magari in grigino chiaro, una piccola … dimostrazione sul campo. Una delle funzionalità più acclamate del nuovo safari è la funzione reader che non fa altro che estrapolare il contenuto di una pagina web, ingrandire il carattere usando un font di chiarissima lettura, e presentarlo all'utente.

Non voglio mettere la Apple a dettare legge, ma credo che un'azienda così attenta al design ed all'usabilità dei suoi prodotti, se ha investito tempo, soldi ed annunci per una funzionalità del genere, evidentemente non è minore.  

Font grandi e ben leggibili. Focus sui contenuti. Questo è il trend del 2010, questo è il trend del web ormai maturo.
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recuperariamo la matita durante la progettazione

Noi tutti disegniamo sempre meno e troppo poco. Carta e matita sono il modo più rapido di esprimere le nostre idee e la nostra creatività, eppure passiamo le ore a cercare i programmi più innovativi per rappresentare le nostre idee.

Mi torna in mente la barzelletta su americani, russi e le matite

Il tema è di base è quello di cui parlavo qualche tempo fa: semplificare. Già esprimere un'idea è una cosa complessa, raccontarla e delinearla al meglio ancora di più... Allora perché non usare il modo più facile per farlo?
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Non si tratta di perdere tempo perché poi andrà ricopiato, o perché ci sono oggetti da ridisegnare; al contrario si tratta di un modo per ottimizzare lo sforzo e l'impegno nel momento più importante della progettazione, liberando peraltro la mente da una fatica aggiuntiva (ovvero come tradurre in comandi informatici le nostre idee) concentrandosi solo sull'idea.

Altri esempi di quello che dico li trovate qui. A chi fosse interessato all'argomento segnalo invece un bel gruppo su Flickr.

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Ora che ci Jobs ci ha autorizzato, lo possiamo dire pure noi: flash ci ha stancato!

Leggo oggi del lancio del nuovo sito corporate di una nota casa automobilistica italiana. Per curiosità vado a sbirciare e mi accordo che è completamente realizzato in flash. Senza motivo! Peraltro mentre navighi ti accorgi ad un certo punto che alcune pagine sono fatte in html, altre in flash. Ci sono degli spunti interessanti, ma in generale non mi senti di dire che è facile da navigare. 

Almeno per me.

Io ho un Mac Book Pro di ultima generazione. Un computer potente, che mi soddisfa pienamente. Ciò nonostante il sito mi va a scatti. É normale - mi si può rispondere - flash ed Apple proprio non vanno d'accordo. Ma anche dimenticandosi per un momento del 15% di utenti che usa Mac (utenti i cui valori si richiamano molto a quello che Lancia vorrebbe essere), ancora non capisco il senso di fare dei siti in Flash nel 2010. 

Siamo finalmente nell'era del contenuto, non della forma. Da Youtube, a Facebook, addirittura Heavy.com: tutti ci insegnano che l'utente non si stupisce più a vedere le macchinine che lampeggiano; l'experience non più data dalla canzoncina; l'experience è guidata dai contenuti, dai servizi, dal network… Non dai fiocchetti.  

Uno dei miei primi clienti faceva commercio elettronico. Era il periodo del boom di Flash e Javascript (2002), ma questo sito era completamente html quanto più semplice possibile. E faceva molti molti molti più soldi di qualsiasi altro sito in flash al mondo. Anzi, era uno dei siti europei che guadagnava di più. Non fatturava di più, guadagnava di più. E non perché avesse le lucente fosforescenti: aveva un sito perfetto in ogni dettaglio, molto chiaro, semplicissimo da usare. Ed aveva dei prodotti ad un prezzo eccezionale.

Dopo 10 anni ancora non lo abbiamo capito. Anche io litigo quotidianamente con gente che pensa prima al pacchetto e poi al contenuto. É sbagliato. Potrei dire che è il tipico errore dell'agenzia tradizionale. Il pacchetto deve mettere in luce i valori del contenuto, non oscurarli e soprattutto non raccontare balle. 

Andrea Denaro
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Anche i migliori sbagliano (check list di cose da fare prima di mandare online un sito)

Nella fretta è facile commettere errori.

Ecco una lista di liste di cose da fare prima di mandare live un sito. Sembrano banalità, ma poi quando uno ha tante cose da fare, è facile dimenticarsene una!

http://en.opquast.com/bonnes-pratiques/


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la vera forza dell'interaction design

Nelle agenzie c'è un copy e c'è un art. Nel digital non basta. 

Basta dare un occhio alla magia di questo sito http://www.uniqlo.com/utunes/

Ci vuole tutto lo spirito creativo di una coppia, ma poi ci vuole l'intuizione di un tecnico, di un sound designer, etc. etc. etc.

Negli spot mettiamo fotografi, truccatori, montatori, etc.. etc… e sono solo video! Il digital può essere un'experience 100 volte più coinvolgente, eppure alle volte ci si chiede di fare campagne banner e minisiti al chilo.

 Ecco, questa è la dimostrazione di quanto poco riescono a guardare avanti tanti marketing manager.

A
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La UX disegna l'esperienza e l'esperienza è fatta di sensazioni; il design è solo una parte di essa

Leggo questo interessante articolo su UxMagazine, ma mi sembra che la user experience sia sottovalutata.

Ad esempio nel bel post di cui sopra, ci si dimentica l’importanza della tecnologia. Non so se avete avuto modo di testare, sicuramente sì, i widget di Samsung e/o il DTT (http://www.andreadenaro.com/un-serata-davanti-alla-tv-digitale-sky-vs-dtt) Assolutamente inusabili! E non perché non c’era un bravo IA a progettarli, ma perché tra un “click” e l’altro, sul telecomando, passano i minuti!

Allora il tema da ricordare a tutti è che l’experience, essendo appunto una esperienza, è fatta di emozioni; le emozioni sono sensazioni e come tali stimolano appunto i cinque sensi.

Mi prenderete per matto, ma la più bella user experience del mondo qual'è? Quella di stare con la donna/uomo che amate. La logica, che ci insegna a fare un pezzettino tondo invece che un'altro rettangolare, ma deve essere solo una di parte dei nostri sforzi. Dicono che quando si guarda un film, sia l'audio a determinare il 70% del coinvolgimento dello spettatore. 

Io credo che è il profumo che sento al negozio di Abercrombie a creare la A&F's user experience, e non le frecce che mi guidano alla cassa. 

Fate vobis :-)


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