the web is dead: sono d'accordo! Cosa vuol dire progettare un'immagine digitale coordinata

Per la serie: l'avevo detto, mesi ho scritto come sta cambiando il modo di fruire il web. Lo avevo fatto nell'ambito (ma non potevo dirlo!) della riprogettazione della home page di eni.com.

Non ho intenzione di ripetermi su concetti già espressi e che Chris Anderson, non a caso, spiega molto meglio di me. Vi invito pertanto a leggere:

via Andrea

via Chris

Quello che vedo è che il browser sta diventando semplicemente uno dei tanti modi per accedere al contenuto. Il contenuto non è più sul sito web (che ne è solo una delle tante finestre), ma il cuore diventa lo strumento (content manager) che eroga quel contenuto. Il web è sempre di quello per cui è nato: una infrastruttura, non un media!

Proprio in questa ottica, qui in dnsee abbiamo ri-progettato l'esperienza d'uso digitale in maniera integrata. Dico digitale e non web, proprio perché il mondo sta cambiando velocemente e quello che abbiamo pensato non è più solo una home page di un sito internet, ma una vera e propria dashboard che sia in grado di accogliere degli elementi (chiamiamoli widget, chiamiamoli apps...) che poi possano vivere nell'universo di strumenti e device (telefoni, tavolette, totem, televisori) attraverso cui la più grande azienda italiana entra in contatto con i milioni e milioni di clienti o stakeholder. 

Questa è la vera coerenza nella comunicazione di oggi.

Piccola riflessione sulla progettazione di app per ipad #ux

Nei mesi estivi in rete ha spopolato, fra le altre, una app per ipad che sicuramente tutti conoscerete: flipboard. É una applicazione molto … furba, che forse più che essere pensata per i social (come si presenta) è un bellissimo lettore di RSS. Allora mi sono divertito a fare una piccola riflessione sul perché io preferisco di gran lunga Reeder. Adesso al di là dei gusti personali, Reeder è una applicazione che definirei one finger. In altri termini chi progetta per Ipad non solo deve pensare a qualcosa che funzioni, ma anche a qualcosa che, essendo usata nei contesti più vari, non deve essere faticosa da usare. 

Progettare per iphone già è più semplice, perché qualsiasi funzione è a portata di dito. Per Ipad è diverso (anche perché il peso della magica tavoletta è tutt'altro che magico!).

Immaginando che si tenga l'ipad nel palmo della mano, come è ovvio, con Reeder basta muovere il solo pollice per accedere a tutti i contenuti, sia in modalità orizzontale che  in modalità verticale. Flipboard invece richiede spesso di muovere il braccio. É chiaro che non sto chiedendo al mio utente di fare la maratona di New York, ma ad un uso intensivo (passo almeno un'ora al giorno su Reeder) questa differenza si sente; e si sente anche nella velocità con cui riesco a scorrere tutti i contenuti.

Immagini di Reeder

Come vedete tutti i comandi sono posizionati sulla banda sinistra dello schermo; i titoli sono sensibili allo scorrimento laterale. In pratica non devo ne muovere la mano, ne per forza toccare nulla.  

Inoltre la cromia dell'applicazione è pensata per favorire la lettura, evidenziare i collegamenti.

Infine ci sono un sacco di funzioni per esportare questi contenuti su altri media (Da Twitter, a Facebook, Digg, Instapaper, etc...).

In pratica posso usare Reeder in qualsiasi momento o posizione sono.

 

Immagini di Fliboard

 

Flipboard è estremamente più accattivante, ma ci sono molte meno funzioni e spesso devo spostare la mano per accedervi.

 

Capisco che uno possa pensare si tratti di banalità e forse qui stiamo parlando di un prodotto eccellente, ovvero sopra la media accettabile.

Tuttavia il cuore di questa riflessione è un altro: progettare interfacce ed esperienze d'suo per il computer significa progettare strumenti in uno scenario statico (uomo davanti al monitor). Si ci sono elementi variabili (mouse o trackpad, risoluzione monitor, etc..) ma sono minimali. 

Progettare per i device mobili di oggi invece significa progettare strumenti che potenzialmente possono essere usati in una infinità di scenari e contesti, tali per cui l'esperienza viene influenzata da fattori assolutamente imprevedibili, a cui normalmente non avevamo mai pensato.

Ecco quindi che l'attenzione al minimo dettaglio, la sperimentazione sul campo, la capacità di sviluppare idee creative tanto innovative quanto semplici, ma soprattutto la capacità di pensare in maniera... allargata, diventano elementi fondamentali per avere un prodotto veramente usabile.

 

La coerenza del design dell'iPhone 4 #ux

Si è parlato molto di questo gioiello tecnologico, soprattutto per il suo arcinoto (ed assolutamente reale) problema dell'antenna. (a dirla tutta ho talmente la fobia di perdere il segnale che non so più come prenderlo, mi sa che mi faccio mandare il bumper!).

In pochi invece hanno parlato del design dell'oggetto, che è la rivoluzione più evidente da un lato, e meno immediata dall'altro: è infatti solo toccandolo ed usandolo per un po che si capisce l'obiettivo dei tecnici Apple. Tutto questo è ancora più vero se si pensa che il software, e quindi l'interfaccia, è esattamente la stessa di prima.

Non si tratta di un telefono, si tratta di un oggetto che una sua forte personalità: delicato e solito allo stesso tempo. La copertura in vetro ceramica è come se esigesse... "rispetto".

Insomma grazie al design la Apple ci dice che questo non è un telefono come gli altri, è IL telefono. Ed effettivamente qualsiasi altro cellulare che si prende in mano sembra un gadget cinese. Non è la prima volta che faccio questa considerazione per un prodotto Apple e non credo sia casuale: l'esperienza d'uso di un oggetto passa attraverso tutti e cinque i sensi.

È inoltre un design coerente: il dispaly Retina, che rende obsoleto qualsiasi altro monitor o dispositivo, è nitido, lucido, dalle linee morbide ma nette; esattamente come il telefono stesso. Insomma, un segno di grande coerenza.

Appena visto avevo avuto una certa delusione, anche perché di novità non mi sembrava ce ne fossero. Poi...

È questa la forza della Apple. Poi è vero che non tutte le ciambelle riescono con il buco, ma quella è un'altra storia.

Andrea Denaro -------------------------------------
http://www.google.com/profiles/Andrea.Denaro

Sent by iPhone

#cartasi piccolo esempio di non usabilità #ux #fail

Ricordo 8 anni quando gestivo una piattaforma di commercio elettronico. Mentre tutte le società al mondo facevano quotazioni di borsa stellari, costruite non sul fatturato, tanto meno sull'utile, quanto sul numero di utenti registrati, questo signore permetteva di comprare senza registrazione. Bastava infatti indicare i campi strettamente necessari alla spedizione. L'intero processo di selezione, acquisto e pagamento si chiudeva in 3 o 4 pagine.

Da lì a poco tutte le grandi imprese costruite sui registrati sono fallite luna dopo l'altra. Questo signore intanto "guadagnava" (attenzione, non "fatturava", parlo di utili) decine e decine di milioni di euro all'anno.

Non lo sapeva, ma mi aveva dato la mia prima lezione di UX.

Una lezione che servirebbe anche a Cartasi. 

Non voglio entrare nel merito di un portale come quello di Cartasì, mi limito solo a segnalare (lamentarmi!) della allucinante pratica di gestione delle password. É evidente che è un processo fatto da un informatico nel senso più limitativo che si possa usare.

Capisco la sicurezza, mancherebbe altro, ma l'idea di dover cambiare la password ogni due mesi è allucinante. Viviamo con decine di password, e giustamente ne uso una unica per tutti i servizi a basso valore, una più complessa per quelli critici ed una diversa ogni volta per quelli importantissimi. Carta si non è di quelli importantissimi, ma ogni due mesi devo mettere una nuova password. E sempre diversa. 

Paypal è estremamente più critico (accede alla spese di 3 mie carte di credito, quindi un danno potenziale piuttosto importante) eppure ho una sola password (senza mai aver avuto il minimo problema) da anni. Non solo, tranne che per la transazione, i mantiene aperta la sessione (ovvero il sito ricorda la password volta per volta per le operazioni più banali).

Su cartasi online non fai niente, e dico niente, di critico che non faresti anche senza esserti loggato. Leggi l'estratto conto e poco più. Ma allora tutta questa sicurezza a cosa serve?

La novità di oggi è che non solo ho dovuto cambiare password per l'ennesima volta (sarà la 20 che cambio e considerando che devono essere tutte diverse l'una dall'altra, le ultime sono del tipo: maveter0tto piuttosto che non-vi-sopporto, etc…), ma ti inviano pure un codice di conferma per mail! 

Per due lire che ho sulla cartasi tutto questo? Evviva l'usabilità!

Ecco perché tipo American Express e considero Cartasì una marchio di secondo livello. 

l'Unità su Ipad: almeno ci provano

Devo dire che quando la ho scaricata su AppStore, viste anche le entusiastiche recensioni (mi chiedo a questo punto se non siano più politiche che altro), mi aspettavo meglio. Però almeno ci provano! Quindi assolutamente apprezzabile lo sforzo del team di Tiscali.

I limiti che vedo sono tantissimi, a cominciare da una prima pagina veramente povera. Non sono neanche d'accordo per la pagina di lista di notizie. Costringermi a sfogliare almeno 5 o 6 righe per avere un colpo d'occhio sulle notizie, non è una grande furbata. 

Ritorno quindi sempre a consigliare di fare dei test di usabilità più estesi. Come ritorno sempre a consigliare, proprio in questo senso, l'ottima applicazione Reeder (@reederapp) che secondo me continua ad essere l'unica applicazione di lettura pensata per il povero Steve Jobs quando usa l'Ipad sul divano! L'unico muscoletto che si muove è il pollice, grazie al quale controllo tutta l'app. Non male, no? 

piccolo regalo a PosteItaliane per migliorare il servizio di raccomandate #fail

Ammetto di essere molto pigro: non mi piace andare a fare la fila alla posta. Già ho poco tempo e l'idea che per colpa di un postino !#!!X$&!# più pigro di me, che non si spreca a citofonarmi per la consegna delle raccomandate, io poi devo andare a perdere un'ora del mio prezioso tempo a recuperarle, mi manda fuori di testa.

Prezioso tempo? Si, prezioso! Perché potrei passarlo a fare qualcosa di decisamente più utile al lavoro, piuttosto che con i miei figli o anche solo a leggere il giornale. Comunque meglio che davanti ad uno sportello postale.
  

Già che sono andato, ho semplicemente chiesto: signorina per cortesia, mi può controllare se ho altre buste in attesa?

Non vi dico le risate che si è fatta.

A dir suo avrebbe dovuto scartabellare a mano la posta dell'ultimo mese di tutta la centrale.

Ridicolo? Secondo me... tragico.

Ma visto che sono una persona positiva, ho deciso di scrivere questo piccolo post per cercare di migliorare la mia vita, quella dell'allegra signorina e l'efficienza di Poste Italiane. 

Ovviamente si tratta di una invenzione rivoluzionaria che solamente una mente geniale come la mia avrebbe potuto immaginare e che, naturalmente, mi è costata decine di notti insonne.

SUSPANCE….

D'ora in poi fornite ai vostri addetti la possibilità di….

cercare per nome sulle raccomandate in giacenza.

UHAHUUU 

Applausi! 

Grazie, grazie, grazie!

considerazione sulla leggibilità dei siti

Per chi ostina a fare testi piccoli, magari in grigino chiaro, una piccola … dimostrazione sul campo. Una delle funzionalità più acclamate del nuovo safari è la funzione reader che non fa altro che estrapolare il contenuto di una pagina web, ingrandire il carattere usando un font di chiarissima lettura, e presentarlo all'utente.

Non voglio mettere la Apple a dettare legge, ma credo che un'azienda così attenta al design ed all'usabilità dei suoi prodotti, se ha investito tempo, soldi ed annunci per una funzionalità del genere, evidentemente non è minore.  

Font grandi e ben leggibili. Focus sui contenuti. Questo è il trend del 2010, questo è il trend del web ormai maturo.

Thank to iPad, video podcast will take on a new lease of life

When I bought my first iphone, more than 1 year ago, there were a lot of interesting video podcast services, such as AdAge, FastCompany.tv, Scobleizer… That was an amazing way to stay informed while running on a tapis roulant, for example.

But with the end of the last year, I don't know why, most of them stopped to upload new iphone compliant videos.  And this probably happened because, notwithstanding what official releases say, iphone/ipod users don't want to watch video on those devices.

But the ipad changes the story, again: with the ipad is really useful to have a group of interesting videos preloaded. 

And the video podcast service become really a cool service.

Prima impressione con l'ipad? Non serve a niente! Ed è questo il bello!

Oggi con non poche difficoltà ho recuperato il mio iPad. Sono andato sul pesante: 64gb e 3G.

Tutti mi chiedono a cosa serve, quali fantastiche funzionalità abbia, etc...

Cosa ha di eccezionale? Niente! Ma proprio questa é la sua forza. L'idea che mi sono fatto, e che queste prime ore mi confermano, é che l'ipad sia "semplicemente" la migliore estensione/connessione con il mondo digitale. E questo perché è pratico, rapido, leggero e potente. É perfetto semplicemente per fare quelle cose che abbiamo sempre fatto fin'ora (mandare mail, andare sul Internet, et ) ma farle meglio! In modo piú... pratico.

Anzi credo che a differenza dell'iPhone sará molto preponderante l'uso delle app rispetto a Safari) Inviato da iPad

La UX disegna l'esperienza e l'esperienza è fatta di sensazioni; il design è solo una parte di essa

Leggo questo interessante articolo su UxMagazine, ma mi sembra che la user experience sia sottovalutata.

Ad esempio nel bel post di cui sopra, ci si dimentica l’importanza della tecnologia. Non so se avete avuto modo di testare, sicuramente sì, i widget di Samsung e/o il DTT (http://www.andreadenaro.com/un-serata-davanti-alla-tv-digitale-sky-vs-dtt) Assolutamente inusabili! E non perché non c’era un bravo IA a progettarli, ma perché tra un “click” e l’altro, sul telecomando, passano i minuti!

Allora il tema da ricordare a tutti è che l’experience, essendo appunto una esperienza, è fatta di emozioni; le emozioni sono sensazioni e come tali stimolano appunto i cinque sensi.

Mi prenderete per matto, ma la più bella user experience del mondo qual'è? Quella di stare con la donna/uomo che amate. La logica, che ci insegna a fare un pezzettino tondo invece che un'altro rettangolare, ma deve essere solo una di parte dei nostri sforzi. Dicono che quando si guarda un film, sia l'audio a determinare il 70% del coinvolgimento dello spettatore. 

Io credo che è il profumo che sento al negozio di Abercrombie a creare la A&F's user experience, e non le frecce che mi guidano alla cassa. 

Fate vobis :-)