Andrea Denaro

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Wednesday
May232012

Veramente un buffonata la class action contro FB

Ho appena letto sul Corriere l'articolo che annuncia la Class Action di Robbins Geller contro Facebook perché avrebbero fornito informazioni non corrette agi investitori: mi sembra proprio una guerra tra sciacalli!

Anche ammesso che un piccolo investitore sia riuscito a comprare le azioni di FB, vorrei sapere con quale coraggio si può affermare che non si era a conoscenza dei rischi legati a questa IPO. Almeno da mesi, se non da anni, si parla della stratosferica valutazione e della sua reale capacità di produrre utili: era e rimane una scommessa, è palese!

Perché me la prendo? Perché credo che la Cass Action sia uno degli strumenti più democratici della società americana dove i piccoli possono difendersi dai soprusi dei grandi e non dovrebbe essere usata per fini così strumentali.

Non conosco nel dettaglio il fatto, però a caldo questa è la mia opinione.

Infine, fermo restando tutte le evidenti problematiche , bolle, etc... io non credo che Facebook sarà, a tendere, una "sóla": non dimentichiamoci che in pochissimi anni è diventato il luogo dove quasi un miliardo di persone nel mondo passano la loro giornata e, soprattutto, non dimentichiamoci che lo ha fatto facendo utili praticamente da subito e con pochissime risorse (almeno confrontalo con BigG).

Non esistono forse critiche severe su Adwords? Tuttavia sfido qualcuno a dire che google è una fregatura!

Andare oggi contro Facebook è una moda per fare gli alternativi, per fare quelli del "l'avevo detto io". Ecco, io queste persone, che parlano male o attaccano gli altri solo per mettersi in mostra, le detesto!

;-)

Monday
May212012

Quale muletto per l'iphone? 

Per la gioia di tutti i detrattori della Mela, sono arrivato alla conclusione che vista la drammatica durata della batteria (non arrivo alle 14 se uso il telefono in viaggio, quindi telefonate e mail a raffica), mi serve un muletto, ovvero un telefono economico e semplice che possa evitarmi il blackout sociale in caso di blackout elettrico.

Il tema di questo post è quindi la scelta di un muletto. Parltiamo dalla classifica bestseller di Amazon.it *

 

Opzione A: budget (< 100 euro)

La prima scelta è ovviamente un Nokia / Samsung modello base, come ad esempio il Nokia C3 o il Samsung 5610. I pro sono ovviamente che si tratta di un vero e proprio muletto: batteria di lunga durata e funzioni basilari presenti (sync rubrica e gmail); il contro che sono 100 euro buttate per un uso limitatissimo (ma provvidenziale) durante l'anno. In quel caso potrei anche considerare l'eccesso: 21 € per un Samsung E1050!

 

Opzione B: il migliore (Android)

La seconda scelta è buttarsi sulla concorrenza e quindi Android, privilegiando magari il migliore in HW. In questo campo la scelta non può che ricadere sul bellissimo Samsung Galaxy S III (sembra 9 milioni di preordini!) con Android 4! Con il lavoro che faccio conoscere e toccare con mano le ultime novità di BigG è una cosa molto importante. Tuttavia anche il costo non è banale: 699€. E poi non è disponibile subito.

 

Opzione C: l'outsider (Windows 8)

Sono veramente curioso del lavoro che sta facendo Microsoft con Windows 8. Come discusso più volte con il mio amico Luca, che per primo mi ha mostrato il Nokia Lumnia, secondo me la vera sfida la giocano a Redmond: l'unione tra Nokia e Microsoft può essere veramente esplosiva. Soprattutto se Luca mi dice che il sistema operativa funziona bene, ci credo!

 

A questo punto non so proprio che fare! 

Consigli?

 

* E' noto: sono un grandissimo fan di Amazon per qualità del servizio di vendita e soprattutto post vendita! 

Wednesday
May162012

La Grecia, L'Italia e l'uscita dall'euro

I giornali ipotizzano scenari catastrofici se uscissimo dall'euro, così come la Grecia.

Non lo so, ho i miei dubbi.

Primo, sia l'Italia che la Grecia hanno una valore immenso che non solo non si svaluta, ma diventerebbe ancora più attrattivo (le bellezze turistiche); secondo l'Italia avrebbe un mercato fatturiero che le oggi è pesantemente penalizzato e che in uno scenario di questo tipo sarebbe finalmente competitivo e vincente (prezzi da Cina, qualità neanche parlarne!).

E' chiaro che per tutte le materie prime da importare sarebbe un problema (benzina), ma se pensiamo che il 90% del costo di un litro di benzina sono tasse, quelle comunque sarebbero in valuta locale e quindi comunque gestibili.

Certo la prima fase porterebbe un durissimo contraccolpo all'economia, soprattutto per coloro i quali farebbero i "furbetti" (mi immagino già le banche provare a mantenere i mutui i euro a fronte di case svalutate in lire), ma a tendere ho in mente due casi recentissimi: Brasile ed Argentina.

Entrambi sono usciti da poco dalla parità aconnil dollaro; è come se avessero adottato la moneta verde, anche se di fatto le singole valute restavano valide, ma, appunto, erano pari al dollaro. è vero che non avevano, grazie questo sistema , più inflazione, ma il peso sull'economia si era atto sentire: per mantenersi all'interno di questo sistema si sono indebitate fino a non riuscire più a reggere il peso di questo debito.

A fronte dell'uscita dalla parità entrambi i paesi hanno subito pesanti smottamenti e svalutazioni, ma in pochi mesi l'economia è rifiorita. Addirittura in Argentina, dove era morta l'industria manifatturiera, c'è stato un vero e proprio boom di industrie artigiane, dai vestiti all'argento, che ora esporta in tutto il mondo. 

Il problema non è la moneta unica in se per se, il problema è la farsa che rappresenta questa unione europea. gli stati uniti sono una vera Unione. L'Europa è solo una facciata, finchè tutti gli stati non decideranno di fare un passo indietro e cedere una parte vera e concreta della propria sovranità all'Europa, l'utizzo di strumenti parziali di unione, come appunto la moneta unica, porteranno più danno che altro.

 

p.s. mi scuso con eventuali errori ortografici ma scrivere un testo lungo con l'ipad ed un carattere a monitor di si e no 5 pixel è piuttosto dura :-/

Tuesday
May152012

Come la tecnologia di prodotto modifica il marketing, in particolare il time to market

Ci sono molti aspetti interessanti nella diffusione di nuove tecnologie.

La più nota, forse, è la curva che mostra la diffusione della tecnologia all'interno di un gruppo di persone, i cosidetti early adopter

 

Altra curva interessante da analizzare è quella di Gartner che un paio di anni fa prendeva in considerazione l'aspettativa di una nuova tecnologia rispetto al suo utilizzo e beneficio reale

 

Spostando però questa analisi nel marketing, sopratutto visto su ampia scala, la più interessante (e forse la più banale è questa):

  

 

Il concetto base, come detto molto semplice, è che nel tempo il livello di complessità nell'uso della tecnologia stessa scende così come scendono i costi.

Applichiamo questo principio a due aree più specifiche di marketing o comunque dal marketing guidate: CRM e comunicazione.

CRM

L'avvento dei così detti modelli di licenza SaaS (Software as a Service) e più in generale del cloud computing sta cambiando drasticamente il conto economico del CRM: se prima (fonti Forrester e Gartner) il 75% del budget annuale alla voce CRM era legato al TCO (total cost of ownership) della piattaforma tecnologica, tra implementazione, manutenzione, etc... e solo il 25% alle attività, l'avvento di piattaforme SaaS molto mature e performanti, come SalesForce, invertirà questo modello.

Avremo quindi circa il 25% dei costi legati alla piattaforma ed il 75% a disposizione per valorizzarla! Dalla lead generation, a loyalty e caring vuol dire liberare il 300% di risorse in più! Tutto questo comporta quindi la necessità di gestire (ovviamente con il supporto della tecnologia) un time to market delle nostre iniziative completamente diverso.

Banalizzando: se prima un'azienda aveva 100K per fare 3 campagne di direct mailing sulla sua lista clienti, nel 2014 (la data che Gartner e Forrester indicano come il punto di svolta) avrà a disposizione 300k. La domanda è: cosa ci faccio? E da qui la necessità di rispondere in tempi sempre più rapidi.

 

Comunicazione

Passando, come si suol dire, di palo in frasca, prendiamo un altro esempio di un mercato fortemente influenzato dalle nuove tecnologie, tecnologie arrivate ormai ad una certa maturità: il cinema. Grazie ad una continua reingegnerizzazione dei processi e delle tecnologie, i modelli sono sempre più riutilizzabili, quasi fossero attori veri.

Ora il costo e la durata di produzione di un film si basa sulla sua lunghezza, a parità di complessità ovviamente. 

Prendiamo il caso Transformers: tra un film e l'altro (soprattutto il terzo) la quantità di effetti speciali è cresciuta in maniera sostanziale, così come è cresciuta la durata del film stesso. In altri termini a produrre più scende e più complicate c'è voluto meno tempo.

The Avengers, la saga Marvel, ha la stessa storia: Iron Man 1 è del 2008, il sequel del 2010, ma all'inizio 2012 è potuto uscire un film di ben 20 minuti più lungo con 2 personaggi completamente virtuali (Hulk e Iron Man) ed altri due belli ricchi di efffetti. Tutto questo grazie alla possibilità di riutilizzare grandissima parte del lavoro fatto per i vari Iron Man, Thor, etc..

In comunicazione questo si traduce quindi con ritmo molto più frenetico e soprattutto con la necessità di avere una visione di medio / lungo periodo per non lasciarsi travolgere da eventi sempre più vicini.

Ecco perché da tempo parlo di vero e proprio Project Management all'interno delle agenzie. E' una esigenza, come dimostrato fin qui, molto molto concreta.  

Mi torna in mente il bravo Seth Godin che nel 2005 parlava di marketing nel prodotto e non sul prodotto.

Monday
May142012

La mia vita "in the cloud": Dropbox vs iCloud vs GDrive vs iCloud

La nuvola fa brutti scherzi :-) Ero convinto di avere già scritto un post riguardo questo tema, invece mi sono accorto che mi sono limitato ad un update su twitter ed un misero post.

ok non che abbia molto di più da dire, ma riporto la mia esperienza nel cercare di diventare un utente completamente "tra le nuvole".

 

  1. Dropbox 
    Dropbox secondo me è decisamente è il migliore tra tutti i servizi. La sua integrazione con iOS è veramente ben fatta, l'app per ipad/iphone è comoda e veloce, e soprattutto sono tanti i player / reader già integrati (uno tra tutti GoodReader, un ottimo lettore di PDF e documenti vari, comprese funzionalità du unzip). Le funzionalità di versioning dei file e di condivisione dei documenti sono veramente ben fatte. Personalmente ho spostato l'intera cartella dei documenti su Dropbox, lavoro e non.
  2. iCloud 
    Lo confesso: NON sono un fan di iCloud. Ancora devo capire bene come funziona ed onestamente ho dei problemi a fare il backup dell'iphone e dell'ipad su iCloud, anche se devo ammettere che Streming Photo, la funzionlità che automaticamente porta le foto da un device a tutti gli altri, è veramente comodo. Il problema è l'aver voluto mantenere Me.com attivo: non so quanti come me hanno ancora una doppia sync di rubrica e contatti. 
  3. Itunes Match
    Al contrario è tanto ben fatta quanto semplice da usare e mi ha liberato un sacco di spazio dal computer! Inoltre avendo più di un computer con lo stesso account, ora mi ritrovo tutte le canzoni tra tutti i dispositivi. 
  4. Google Drive
    Dulcis in fundo arriva Google (non cito Gmail perchè si tratta di un servizio troppo specifico). Devo dire che mi ha veramente stupito l'ennesima ciambella riuscita SENZA buco di Big G! Ho scelto di usare Google Drive per archiviare il bene più prezioso che custodisce il mio Computer, le foto degli ultimi 9 anni. Foto che hanno raggiunto il riguardabile limite di oltre 220gb e crescono velocemente, soprattutto grazie ai filmati in HD. La mia libreria iPhoto infatti pesa la bellezza di, come appena detto, oltre 220 gb... Ho quindi scelto G Drive perché il pricing era il più interessante (circa 200€ l'anno per ben 400 gb con pagamento però mensile!). 

    Tuttavia  da quando ho installato il client ho avuto ben più di un problema ed ad oggi, dopo quasi 3 settimane, ancora non sono riuscito a sicronizzare i 230 gb di cui sopra! Vorrei solo avere un backup incrementale dei 30mila files che fanno parte della libreria (sulla follia di iphoto nella gestione del file system sarebbe da scrivere un libro!), e non ci riesco! Continui crash ed un uso della memoria del computer esagerata mi creano non pochi problemi. Insomma, c'è ancora molto da lavorare!